Novità Sito

Grande scoperta italiana sulla schizofrenia: I neuroni a specchio.

Clicca qui per leggere l'articolo

News
  • 13 Gennaio.Napoli. Giuseppe Antonucci di 54 anni, spara alla ex mogliie ed al compagno della stessa. Lo strano è che Antnucci era uscita anni fa dal Manicomio Giudiziario, dove era chiuso, perchè nel 1993 aveva ucciso a coltellate la giovane moglie di 22 anni e aveva ferito suocera e cognato.

    Leggi tutto...
  • 12 Gennaio.  Roma. E' stata arrestata una donna 30enne di Napoli che, all'Ospedale del Bambin Gesù, somministrava di nascosto psicofarmaci alla figlia di 3 anni, mettendola in pericolo di vita per arresto cardiocircolatorio.

    Leggi tutto...
  • 10 Gennaio. Volterra. L'anno comincia nel solito modo. Daniela Marzetti, schizofrenica grave con deliri di persecuzione contro la madre, investe volontariamente ed uccide la madre di 70 anni e la zia di 75, mentre

     

    Leggi tutto...
Chi è online
 10 visitatori online
Login
Effettua il login



 

Dei dubbi anche a sinistra?

Dopo 47 anni di ubriacatura ideologica forse la Sinistra comincia a ripercorrere  la strada della scientificità  e della razionalità, anche se in maniera confusa e contradditoria: accanto a questo ben documentato articolo di Fargnoli, apparso su Left di Ottobre 2017,  vi è la vergogna (nell'articolo del resto denunciata) della proposta di legge Manconi – Dirindin volta ad   “attuare i principi della 180 “.   Rimane sempre  incomprensibile come lo Stato Italiano  sia riuscito a contrastare efficacemente  le varie teorie idiote ed antiscientifiche tipo  Stamina, Di Bella, Hammer, Bonifacio  e si sia fatto invece abbindolare dalle altrettanto idiote teorie di Basaglia.  La spiegazione è ovvia. Basaglia ha avuto l'accortezza di appoggiarsi al PCI ed ai ricchi borghesi  radical chic che da 40 anni gestiscono, nel modo che tutti vediamo,  il potere in Italia.

 

Le ombre della 180

di Domenico Fargnoli   -  Left Ottobre 2017

Alla cura e ai criteri formativi, Basaglia non ha mai prestato la dovuta attenzione.   Pensando che la deistituzionalizzazione e la lotta al potere medico fosse la chiave  per risolvere ogni “patologia”. Chiusi i manicomi la malattia mentale è rimasta ed è  mancata un’adeguata risposta da chi ha continuato l’opera dello psichiatra veneziano

ll Saggiatore ripropone, a cura di Franca Ongaro Basaglia, gli Scritti1953-1980 di Franco Basaglia già

pubblicati da Einaudi nel 1981 poco dopo la sua scomparsa. Lo psichiatra veneziano influenzato dalla fenomenologia e dall’esistenzialismo, nel 1961 aveva scoperto la disumanità del manicomio ed era diventato il

capofila del movimento di lotta contro gli ospedali psichiatrici sfociato nella legge 180. È un’occasione

per chiederci: qual è la situazione della psichiatria territoriale in Italia a quasi quarant’anni dalla morte

di Basaglia?

Il 17 settembre 2017 è stato presentato in senato, per iniziativa di Nerina Dirindin e Luigi Manconi

il ddl 2850 che vuole dare piena attuazione ai principi della 180. Perché mettere mano alla legge? Le

criticità dell’attuale assistenza psichiatrica sono molte. I Dipartimenti di salute mentale (Dsm) presenti

nelle Regioni vanno diminuendo di numero, grazie a accorpamenti di più aree territoriali conseguenti a

programmi di “razionalizzazione” e di contenimento delle risorse, peraltro già al limite della sufficienza.

L’estensione talvolta spropositata del bacino di utenza (in alcune Regioni fino a due milioni di abitanti)

crea vere e proprie impossibilità di gestione, tradendo la dimensione della “piccola scala”, uno dei principi

basilari della riforma del 1978 e del lavoro territoriale.   Spesso si hanno luoghi di cura degradati, che avrebbero

effetti negativi non solo sul benessere del paziente, ma anche sull’operatore che verrebbe demotivato:

le strutture, affermano i relatori della legge, devono quindi essere riqualificate dal punto di vista

architettonico. Anche Jean Dominique Esquirol quando entrò all’ospedale di Charenton a Parigi nel

1823 riteneva che l’architettura avesse un significato terapeutico. Ma più che le mura, come ha detto un

famoso psichiatra, è importante la cura, la teoria e la formazione del medico che la rendono possibile. Alla

cura e ai criteri formativi, Basaglia non ha prestato la dovuta attenzione pensando che la deistituzionalizzazione

e la lotta al potere medico fosse il passo fondamentale per risolvere ogni “patologia”. Chiusi i manicomi la malattia mentale è rimasta e l’interrogativo su come affrontarla non ha avuto un’adeguata risposta da chi ha continuato l’opera dello psichiatra veneziano. «Altro problema - spiega Dirindin -, è la necessità di contrastare la pratica della contenzione meccanica del paziente e il bisogno di una migliore gestione dei casi di emergenza-urgenza con il Trattamento sanitario obbligatorio (Tso), cui si ricorre talvolta troppo frequentemente». Si hanno oscillazioni da 6 Tso su 100mila persone a 30 Tso su 100mila persone in altre regioni. Altro punto critico è l’aspetto economico legato alla gestione delle strutture residenziali dove si stima che possono risiedere più di

20mila persone e forse 30mila in uno stato d’inerzia che talora raggiunge i trent’anni. «Così - ha spiegato

a Repubblica lo psichiatra Peppe Dell’Acqua -, si rischia di perdere il significato originario e l’obiettivo

con cui queste strutture sono state concepite, dato che talvolta queste residenze rischiano di diventare

contenitori di emarginazione sociale della disabilità psichica». La realtà manicomiale si ripropone in forme

diverse.

La legge 2850 traccia un quadro non molto lusinghiero della situazione attuale e individua, un po’ semplicisticamente, solo mancanza di risorse economiche e incapacità organizzative alla base delle attuali

carenze della psichiatria. Bisogna ricordare però che la legge 180 fu una legge di indirizzo, una legge quadro

che lasciava alle Regioni i criteri della sua attuazione e non analizzava il problema delle spese e dei finanziamenti.

Ciò dette luogo a differenze inevitabili che tutt’ora sussistono fra le varie zone del territorio e determinò, soprattutto all’inizio, gravissime carenze  assistenziali in gran parte d’Italia. Il blocco dei nuovi ricoveri, con l’entrata in vigore della 180, lasciò un vuoto che fu sostenuto dalle famiglie con grandi sacrifici e non poche tragedie. Rispetto al problema dei malati cronici la legge sposò la credenza ideologica che la cronicità fosse un mero derivato dell’istituzionalizzazione manicomiale: oggi sappiamo che i casi più gravi di schizofrenia anche quelli che sono curati in modo ottimale possono avere un decorso molto lungo, di molti decenni. L’altro tema quello del ricovero obbligatorio affrontato dalla senatrice Dirindin rivela un’idea sorprendente: il Tso che è un

atto terapeutico dovrebbe essere limitato per legge. È come dire che non si devono fare troppi interventi di

appendicite! Ora è chiaro che quando si affronta una crisi psicotica acuta che può sfociare in atti lesivi per

sé e per gli altri, è meglio un ricovero in più, se salva una vita, che un paziente in meno. Ciò che decide il

medico nell’esercizio della sua professione inoltre è insindacabile da parte del legislatore e del giudice a

meno che non si contravvenga alla deontologia o si commettano reati. Ma la difesa a oltranza dei principi

della 180 porta a considerare il ricovero e l’Spdc non necessari per la terapia della malattia mentale in quanto legati all’istituzionalizzazione. Quest’ultima era l’ossessione di Basaglia contrario alla legge 180.  Lo psichiatria veneziano non voleva reparti psichiatrici negli ospedali generali: lui avrebbe preferito un “network di appartamenti anticrisi”, strutture non medicalizzate, sullo stile delle case famiglia inglesi realizzate da Ronald

Laing e finite in un clamoroso fallimento. Con lo psichiatra di origine scozzese, Basaglia dialogò nel suo

libro La maggioranza deviante del 1971. Per capire chi fosse veramente Ronald Laing basta leggere la

biografia R. D. Laing. A life (2006), del figlio Adrian, fa il ritratto di un uomo devastato dalla depressione

e vittima dell’alcolismo come il suo amico David Cooper con cui redasse Reason and violence (un omaggio alla filosofia sartriana del 1971). Va detto che la riorganizzazione dei servizi auspicata dalla proposta di legge 2850 non può essere considerata un processo a sé stante. Deve invece essere in relazione non solo con una visione della malattia mentale e del suo trattamento, ma più in generale anche con una antropologia e con una concezione dell’uomo. La legge 180 non va pertanto solo applicata ma va rivista e criticata proprio in virtù dei suoi impliciti

assunti ideologici che non possono essere dati per scontati. Quale era la concezione dell’uomo di Basaglia,

che avrebbe conferito alla legge che impropriamente porta il suo nome, un carattere rivoluzionario come pensano alcuni? Quella fenomenologico esistenziale di Binswanger e Sartre vicini ad Heidegger che negava la malattia mentale? Quella marxista che annullava l’esistenza della realtà psichica? Oppure un coacervo eclettico alquanto confuso? La frequentazione di Basaglia con R. D. Laing, potrebbe essere considerata uno scivolone, un episodio marginale. Ma che pensare quando i basagliani rivendicano l’affinità della filosofia di Michel Foucault con le idee e la prassi antipsichiatrica di Gorizia e di Trieste? Non molto tempo fa è stato recensito su Left un pamphlet

di Jean-Marc Mandosio dal titolo emblematico Longevità di un’impostura: Michel Foucault (2017), in

cui l’autore francese segue il filosofo nelle tortuosità e nelle contraddizioni del suo pensiero che lo portò

ad appoggiare la rivoluzione iraniana di Khomeini e a considerare il sadomasochismo una pratica ascetica.

Secondo Mandosio, la sconfortante ammirazione di Foucault per il capo carismatico Khomeini riproduce

senza rendersene conto quelle espressioni stereotipate che in altri tempi erano servite per tessere l’elogio

di Hitler, Stalin e Mao. Perché una cosa del genere? Perché il filosofo era attratto dall’idea di una fusione

mistica fra i religiosi e il popolo nella quale vedeva «la possibilità di introdurre nella vita politica una dimensione

spirituale» che avrebbe dovuto agire come un fermento. Ci si chiede come si possa conciliare un approccio marxista o genericamente di sinistra con affermazioni come quelle precedenti. Ma l’aspetto più controverso del pensiero di Michel Foucault è proprio quello espresso nella sua opera più importante Storia della follia nell’età classica (1961): in essa viene negata la nascita della psichiatria considerata solo una struttura del potere

medico e svuotata di significato l’opera di Philippe Pinel e dei primi alienisti che tentarono la cura della malattia mentale con «il trattamento morale». Molti storici e psichiatri come Giovanni Jervis (cfr. La razionalità negata, libro del 2008 scritto con Gilberto Corbellini) considerano le tesi del filosofo francese solo degli slogan a effetto, delle semplificazioni suggestive ma prive di un rigore metodologico e storiografico.

Rivendicare la complicità ideologica tra Franco Basaglia e Michel Foucault porta su di un terreno non

privo di rischi dal punto di vista della credibilità, anche se gli attuali sostenitori della 180, che ritengono

che essa vada attuata ma non modificata, sembrano non rendersene assolutamente conto.

Dopo 40 anni la  psichiatria territoriale in Italia presenta un

bilancio fallimentare

 

 

Commenti

Effettua il login per inviare commenti o risposte
 
Schizofrenia e Psicosi

Schizofrenia e psicosi. Conoscerle, combatterle, curarle. Il libro che tutti i malati ed i familiari dovrebbero avere.
Un quadro completo ed esauriente di tutto quello che si sa sulle malattie, di come si possono curare, di come ci si deve  comportare nelle circostanze più difficili. Specie in quelle di cui nessuno Vi ha mai parlato.

Clicca qui per saperne di più

Survival Pack

L'Associazione Vittime della 180 mette a disposizione dei Malati e dei Familiari il prezioso "Survival Pack" che Vi permetterà di sopravvivere il meglio possibile alla 180 ed ai suoi scherani.

Registrati o esegui il login poi scarica il survival pack dal menu utente

Visite
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi55
mod_vvisit_counterIeri143
mod_vvisit_counterQuesta Settimana198
mod_vvisit_counterQuesto Mese2052