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Grande scoperta italiana sulla schizofrenia: I neuroni a specchio.

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News
  • 13 Gennaio.Napoli. Giuseppe Antonucci di 54 anni, spara alla ex mogliie ed al compagno della stessa. Lo strano è che Antnucci era uscita anni fa dal Manicomio Giudiziario, dove era chiuso, perchè nel 1993 aveva ucciso a coltellate la giovane moglie di 22 anni e aveva ferito suocera e cognato.

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  • 12 Gennaio.  Roma. E' stata arrestata una donna 30enne di Napoli che, all'Ospedale del Bambin Gesù, somministrava di nascosto psicofarmaci alla figlia di 3 anni, mettendola in pericolo di vita per arresto cardiocircolatorio.

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  • 10 Gennaio. Volterra. L'anno comincia nel solito modo. Daniela Marzetti, schizofrenica grave con deliri di persecuzione contro la madre, investe volontariamente ed uccide la madre di 70 anni e la zia di 75, mentre

     

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Classificazione

Le malattie mentali si possono dividere in due grandi gruppi: le nevrosi e le psicosi. Nelle nevrosi (isteriche, fobiche, ossessive, depressive) il malato è cosciente della sua malattia ed è lui stesso che si rivolge al medico per farsi curare.
La terapia preferenziale per la nevrosi è la psicoterapia, anche se talvolta è necessario un supporto di tipo farmacologico.

Nelle psicosi il malato non è cosciente della malattia ed ha parzialmente o totalmente perso il contatto con la realtà.   Molto spesso quindi rifiuta la cura. Le psicosi si curano principalmente con i farmaci.  La psicoterapia ha in questi casi solo funzione di supporto ed integrazione alla cura farmacologica.

Le principali psicosi sono:

  • Disturbi dell’umore
  • Paranoia
  • Schizofrenie

Accanto a queste vi sono peraltro disturbi  riconducibili a fatti organici (demenze, delirium tremens, ritardi mentali), o ad abusi di sostanze (alcoliche o tossiche ), disturbi della personalità e disturbi della istintualità (anoressia e bulimia).

Disturbi dell’umore

Sono forme di psicosi a grande diffusione.  Oggi parzialmente vinte dagli psicofarmaci.   Si dividono in due tipi:

- La depressione
- Il disturbo bipolare (psicosi maniaco-depressiva)

Alla base di questi disturbi vi è un indubbio fattore genetico.   Tanto la depressione come il disturbo bipolare si accompagnano ad alterazioni biochimiche nel cervello ed in altre parti del corpo.

La depressione è caratterizzata da una persistente e grave peggioramento dell’umore, da sensi di colpa, idee o deliri di rovina, rallentamento del pensiero e dell’attività motoria, incapacità di pensiero e di concentrazione, mancanza di interessi, perdita della libido e degli affetti, idee e tentativi di suicidio.

Il disturbo bipolare alterna invece episodi depressivi ad episodi maniacali.

La mania è una eccessiva ed ingiustificata euforia con mancanza di senso critico, estrema facilità nei rapporti sociali e sessuali, tendenza e spendere ed a regalare, litigiosità ed aggressività.

A volte si ha uno o pochi episodi depressivi o bipolari nel corso dell’intera vita.

Con i farmaci si riesce oggi ad attenuare  la violenza delle crisi, se ne diminuisce la durata e si aumentano gli intervalli liberi in cui vi è una  completa remissione dalla malattia.

Paranoia

La  paranoia è una psicosi caratterizzata da un delirio organizzato. Il delirio è un disturbo dell’ideazione.   E’ una alterazione  del giudizio sulla realtà non modificabile né dalla critica, né dall’esperienza. Il soggetto può essere convinto che qualcuno si inserisce nella sua mente e gli ruba le idee.  Oppure che tutti o quasi tutti lo minaccino e sparlino di lui. O di essere perseguitato da misteriose organizzazioni (o dai colleghi, dai familiari, dai vicini di casa ecc.).  O di essere una persona divina, o profetica o comunque di avere un rapporto diretto e preferenziale con la divinità.    O manifesta assurde e continuate gelosie.
Il delirio è organizzato quando ha caratteristiche di coerenza e logicità.

La paranoia si manifesta in genere  dai 30 ai 50 anni.   Tende a mantenersi e ad aggravarsi.   Non è chiaro se esistano fattori ereditari.

Schizofrenie

Le schizofrenie sono malattie che coinvolgono globalmente la personalità inducendo modificazioni di quasi tutte le facoltà psichiche superiori: contenuto e forma del pensiero, affettività, volontà, percezione, coscienza, rapporto con il mondo esterno, comportamento. Coinvolge, in forme più o meno gravi,  circa l’1% della popolazione in tutto il mondo e senza, sembra, distinzioni di razza o di cultura. 
E’ una malattia dell’adolescente e del giovane adulto. La massima frequenza si ha dai  20 ai 30 anni.

Sintomi principali:

  • Allucinazioni. Sono alterazioni della percezione. Il soggetto sente o vede cose che in realtà non esistono.
  • Deliri. Come nella paranoia ma in genere meno organizzati.
  • Dissociazione. Alterazioni della forma del pensiero, perdita dei nessi logici. Il soggetto non è in grado di fare un discorso ragionevole e l’interlocutore non riesce a capirne il senso.
  • Appiattimento affettivo. Il soggetto perde interesse al mondo ed agli affetti esterni o ha una discordanza dell’affettività rispetto agli eventi (ride per eventi tristi ecc.).
  • Autismo. Il soggetto tende a ritirarsi da ogni coinvolgimento con la realtà e vive in un modo proprio completamente distaccato.

Spesso si notano varie turbe del comportamento psicomotorio consistenti, in genere, in una marcata riduzione dei movimenti spontanei o dell’attività. Tende, se non ben curata, a portare lentamente alla perdita anche delle facoltà intellettive e quindi a forme, più o meno gravi,  di demenza (circa 30% dei casi). Nel 15% dei casi viceversa si mantengono le modalità di vita precedenti alla malattia.  In tutti gli altri casi vi sono più o meno marcati abbassamenti della capacità di vita, lavorativa, affettiva ecc.

Nella schizofrenia si distinguono in genere i sintomi “positivi” ( deliri, allucinazioni, bizzarrie) da quelli negativi( appiattimento ed indifferenza affettiva, povertà ideativa).   Le schizofrenie con sintomi positivi rispondono meglio agli psicofarmaci ed hanno un andamento più favorevole. Le schizofrenie con sintomi negativi sono spesso caratterizzate da andamenti cronico-progressivi con deterioramento mentale ed è frequente il riscontro tomografico di alterazioni cerebrali.

Nella schizofrenia vi può essere un completo recupero dopo un primo episodio.    Oppure una serie di episodi acuti con un progressivo deterioramento delle funzioni psichiche.   Oppure una cronicizzazione con evoluzione verso la demenza.

L’eredità ha importanza nella schizofrenia in quanto trasmette una certa vulnerabilità ad ammalare.   Vi è infatti una percentuale significativamente più alta di casi di schizofrenia (50% contro 12%) tra i gemelli monozigoti rispetto a quelli eterozigoti.   Così come gli studi sulle famiglie hanno evidenziato una maggiore frequenza tra i soggetti con entrambi i genitori ammalati rispetto a quelli con un solo genitore (39% contro 13%).

E’ evidente comunque l’esistenza di cause esterne che si innestano su una latente predisposizione.

Vi sono dati neurochimici che suggeriscono una alterazione del sistema di trasmissione dopaminica. Tra questi l’indubbio effetto positivo dei farmaci antidopaminici.

Vi è anche l’ipotesi di una causa infettiva virale, che  ha preso avvio dal riconoscimento di quadri simili alla schizofrenia in psicosi post-influenzali.   Esiste anche un incremento di titoli anticorpali per diversi virus nella schizofrenia.    Si è anche riscontrato un aumento di casi di schizofrenia in soggetti concepiti durante epidemie influenzali.

L’ipotesi invece di una infiammazione cerebrale è sostenuta da reperti tomografici, che mostrano nel 30% dei casi una dilatazione dei ventricoli cerebrali.

Nella genesi della malattia intervengono probabilmente  anche fattori ambientali, che interagiscono con i fattori organo-genetici.   E’ stata riconosciuta l’importanza di eventi stressanti specie nella infanzia del soggetto ( alterazioni del rapporto madre-figlio, mancata definizione dei ruoli parentali, ambiguità e contraddittorietà delle comunicazioni).
Prima dell’evento acuto vi è sempre in genere una concentrazione di eventi stressanti, anche se di difficile od impossibile riconoscibilità da parte dell’esterno.

Un’altra ipotesi è infine legata alla carenza o mancanza di una griglia sensoriale, grazie alla quale si possa distinguere il valore dei singoli stimoli, per cui le migliaia di stimolazioni ricevute assumerebbero per il paziente la stessa importanza.

Nella schizofrenia, come in tutte le malattie ad andamento cronicizzante, è fondamentale la precocità della diagnosi e la costanza della cura.

 
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