Novità Sito

Abbiamo istituito un forum attraverso il quale gli utenti registrati possono interagire con il nostro sito.
- Lo psichiatra risponde
- L'avvocato risponde
- L'esperto risponde

Clicca qui per accedere al forum

News
Chi è online
 41 visitatori online
Login
Effettua il login



Intanto si fidanza. A 25 anni si sposa. Nel giro di tre anni nascono due figli. Il matrimonio e la maternità non eliminano i problemi, peraltro mascherati dalla forte personalità del marito, che obbliga Silvana entro le regole della vita normale.   Ai trent’anni di Silvana, però, il marito crolla: il continuo obbligare entro la normalità di vita,  una potenziale psicotica è una compito troppo  forte per una persona sola.  La separazione determina il rapido crollo della normalità di vita di Silvana. La prima manifestazione sono i deliri persecutori: a scuola alunni e colleghi di lavoro insultano e sparlano di lei.  La diagnosi è scontata: schizofrenia paranoide.  Per qualche tempo la malattia sembra controllabile. Silvana accetta anche il ricovero a Villa Zucchi, una clinica privata.   Poi una serie di crisi portano Silvana ad un rapido peggioramento. Intanto la 180 toglie ogni possibilità di ricovero in una struttura adatta: Silvana è la tipica malata paranoide che non capisce di essere malata, vive in fortissimi deliri di persecuzione e rifiuta ogni cura. La chiusura delle struttura psichiatriche specialistiche toglie in pratica ogni possibilità di cura nei termini necessari: quando cioè le cure possano diventare per Silvana una prassi accettata e benefica.   L’ex-marito prima e poi i figli fanno diversi tentativi per obbligare la struttura a prendersi cura di lei.   Il risultato è solo qualche TSO, vissuto malissimo da Silvana e che non le toglie i deliri né la convince della malattia: la permanenza in un  ambiente assolutamente inadatto, viene – giustamente – visto solo come una punizione. La brevità della permanenza non permette poi né di impostare una corretta terapia né di controllarne i risultati.  Alla fine sono i figli che ogni mese fanno a Silvana una puntura di aloperidolo depot (haldol) senza peraltro poterle somministare i necessari farmaci antiparkinsoniani e senza alcuna speranza di potere aggiustare una cura. Oggi Silvana può dire di non essere mai stata curata con l’effcienza necessaria.  Efficienza che sicuramente avrebbe avuto un Ospedale psichiatrico pre-180.   Il risultato è stata la cronicizzazione, con alterazioni cerebrali, spiccati fenomeni parkinsoniani ed un completo degrado della qualità e della felicità di vita

Silvana

Commenti

Effettua il login per inviare commenti o risposte
 
Schizofrenia e Psicosi

Schizofrenia e psicosi. Conoscerle, combatterle, curarle. Il libro che tutti i malati ed i familiari dovrebbero avere.
Un quadro completo ed esauriente di tutto quello che si sa sulle malattie, di come si possono curare, di come ci si deve  comportare nelle circostanze più difficili. Specie in quelle di cui nessuno Vi ha mai parlato.

Clicca qui per saperne di più

Survival Pack

L'Associazione Vittime della 180 mette a disposizione dei Malati e dei Familiari il prezioso "Survival Pack" che Vi permetterà di sopravvivere il meglio possibile alla 180 ed ai suoi scherani.

Registrati o esegui il login poi scarica il survival pack dal menu utente

Visite
mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi19
mod_vvisit_counterIeri178
mod_vvisit_counterQuesta Settimana197
mod_vvisit_counterQuesto Mese2477