VITTIME DELLA 180
Le testimonianze che mostrano come la 180 sia inefficienza, crudeltà, sfruttamento, superstizione

cosa fare se un padre non si occupa del figlio disabile

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  • #970
    Madre
    Partecipante

    Buongiorno,

    ho un figlio trentenne che da 11 anni ha una diagnosi di schizofrenia paranoide. Gli è riconosciuta l’invalidità civile nella percentuale di 80%.

    A causa della patologia, mio figlio tende ad automedicarsi con alcool e altre droghe, il che aggrava notevolmente la situazione.

    Nonostante l’aiuto dei curanti del centro di salute mentale e della psichiatria, la vita di mio figlio e dei familiari conviventi coinvolti (fratello maggiore, nonno materno e la sottoscritta) è limitata, pesante, molto difficile.

    Il padre, da cui sono divorziata da prima della diagnosi, non partecipa né alla terapia familiare né al mantenimento del figlio disabile.

    – che responsabilità ha il padre nei confronti di un figlio maggiorenne disabile all’80%?

    – che tipo di contributo economico potrei chiedere al padre e quale iter dovrei seguire per obbligarlo ad adempiere?

    Vi ringrazio infinitamente per ogni contributo

    Una madre che cerca di aiutare un figlio

    #971
    Silvia De Sanctis
    Moderatore

    Cara signora,
    diciamo subito che il dovere di entrambi i genitori di “mantenere, istruire ed educare i figli – fino al raggiungimento dell’indipendenza economica (e non della maggiore età)- e’ principio indiscutibile dell’ordinamento giuridico e si applica anche ai genitori che si separano.
    Nella lettera non mi parla di nessuna decisione assunta nell’interesse del figlio da parte del Giudice, da cui ne deduco che in questi anni se ne è’ fatta carico interamente lei.
    L’art.337 septies del cc prevede che “ai figli maggiorenni portatori di handicap grave si applichino interamente le disposizioni previste in favore dei figli minori”.
    L’opinione prevalente in giurisprudenza ritiene che vada esteso al maggiorenne gravemente disabile (anche psichico), primo fra tutti, il diritto al mantenimento, alle cure e assistenza da parte dei genitori che, si badi bene, non si prescrive mai, il che significa che può essere azionato in qualsiasi momento, anche se, come mi pare di capire nel suo caso, non sia stato mai richiesto prima.
    Ciò premesso, quello che posso consigliare, anche in considerazione della delicatezza del caso, è di rivolgersi ad un Avvocato che possa aiutarla nel percorso per obbligare il padre ad assumersi le sue responsabilità non solo economiche ma anche di “cure e assistenza”.
    L’Avvocato potrà chiedere al Tribunale di porre a carico del padre un contributo economico che terrà conto della situazione patrimoniale di suo figlio (eventuale pensione di invalidità, ecc – ma senza tener conto dell’eventuale accompagnamento perché ha carattere assistenziale, indipendente rispetto al mantenimento dovuto dai genitori), delle sue necessità, del suo stato di salute e delle possibilità economiche del padre.
    Il procedimento in Tribunale prevede l’adozione di provvedimenti provvisori e urgenti e, quindi, i tempi sono molto più brevi di un procedimento normale.
    Da tenere da ultimo presente che l’inadempimento dell’obbligo alimentare, a fronte di un effettivo stato di bisogno del figlio, potrebbe rilevare anche sul piano penale: l’art. 570 c.p., infatti, sanziona la “violazione degli obblighi di assistenza familiare”.
    Buona fortuna…
    Silvia

    #972
    Madre
    Partecipante

    Grazie infinite della celere ed esaustiva risposta, mi è stata davvero d’aiuto.

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