VITTIME DELLA 180
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probabile malattia mentale

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  • #993
    Andrea
    Partecipante

    Buongiorno sono Andrea.
    Cerco di sintetizzare.
    mio figlio ora 22enne , 4 anni fa dopo un diploma scientifico 98/100, una vacanza a Ibiza dove ha assunto droga è tornato completamente fuori di testa a casa.
    Da lì è iniziato il nostro calvario inasettato in famiglia.
    Vessazioni, minacce e ricatti continui
    Diversi incidenti stradali.
    Poi un grande incidente ritoro della patente e fuga nel bosco in stato psicotico…TSV
    Psicofarmaci ….sempre più fuori di testa
    Poi abbiamo scalato i farmaci con l’aiuto del maresciallo Bisanti e le cose sono decisamente migliorate fino al suoeramento di esami universitari e la ripresa di una attività lavorativa profittevole.
    Mia moglie è morta …tumore melanoma in 1 mese nel febbraio di quest’anno. Sono rimasto con questo figlio che è di nuovo andato fuori di testa ma che alterna periodi di serenità e uno più piccolo di 15 che sento di dover tutelare.
    Ora gli è venuto in mente di chiedermi di acquistare un appartamento per fare un airB&B ma gli ho risposto che non sono d’accordo in questo momento e da lì la cosa è debordata generando una crisi con comportamenti strani tipici di quelli deliranti da psicosi …….
    Siamo vicini al TSO e se chiamo in CSM credo sia inevitabile….ma ho una possibilità. C’è uno zio che vie in un altro continente che vuole aiutarlo e ospitarlo e per me questa è la soluzione ottimale perché i rapporti tra questo figlio e me sembrano compromessi. Ora il ragazzo sta dalla nonna che è chiaramente molto preoccupata vedendo le sue stranezze.
    Temo che possa fare qualche cavolata tipo firmare contratti di acquisto della casa o cacciarmi in qualche guaio finanziario.

    La domanda è….in caso di TSO e successivo reinvio a casa cosa posso fare per internarlo in qualche struttura o comunque per non dovemene più occupare.

    Ormai dopo 4 anni di calvari non voglio fare la fine di mia moglie e voglio tutelarmi e tutelare mio figlio più piccolo.
    So di non avere le capacità di gestire questa situazione e vedo le nostre vite in pericolo

    #995
    tina1984
    Partecipante

    Buongiorno Sig. Andrea.
    Non voglio sostituirmi ai consigli che le daranno gli esperti di questo bellissimo blog/sito ma voglio comunque esprimere il mio pensiero in merito al suo messaggio.
    Premetto che anche nella mia famiglia abbiamo un giovane malato da parecchi anni di psicosi e che anche io come lei mi sono iscritta a questo forum per trarre consigli e trarre spunti su come muoversi all’interno di queste malattie ancora sconosciute e sulla schifezza di legge che ci ritroviamo in Italia.
    A mio personale parere, suo figlio ha bisogno sicuramente di una cura farmacologica; io non so chi sia questo maresciallo e che titolo abbia di scalare i farmaci ma nel nostro caso, ad esempio, i farmaci non sono mai stati scalati, anzi con l’aiuto del CPS e con i dottori che seguono il mio famigliare, siamo riusciti a trovare un perfetto equilibrio con la cura e un buon stile di vita.
    Sicuramente nel suo caso, sarà necessario nominare un amministratore di sostegno, date le paure che ha espresso, che avrà come compito quello di tutelare innanzitutto suo figlio e che darà certamente sollievo anche a lei che si trova ad avere paura di possibili “azioni” economiche o di altra natura, che potrebbero ledere lui e lei.
    Mi spiace molto per sua moglie.
    Si ricordi che il TSO non è un modo per “sbarazzarsi” della malattia di suo figlio e soprattutto anche allontanarlo da casa e mandarlo da questo zio che vive in un altro continente, non potrà di certo far star meglio suo figlio.
    Io le consiglio (data la mia esperienza ormai quasi decennale) di far curare da medici capaci e competenti suo figlio, certo sa che non guarirà mai ma potrà certamente stare meglio. Noi di TSO ne abbiamo fatti quasi 10 e sinceramente, se deve tutelare lei e suo figlio minore, è l’inizio di un percorso che purtroppo ci impone la legge.
    Io so che nessun famigliare può obbligare il proprio caro malato ad essere “internato” (che brutta parola). E’ compito suo DA GENITORE farlo curare al meglio e sinceramente mandarlo via di casa, non mi sembra proprio una soluzione. Si ricordi che è un figlio malato, non una bestia.

    Le auguro di trovare la strada più adatta per ritrovare quella serenità che anche noi, dopo vari anni, abbiamo trovato, senza allontanare nessuno ma stando vicino e comprendendo al massimo la malattia mentale.

    #1010
    Silvia De Sanctis
    Moderatore

    Gentile Andrea,
    capisco molto bene le sue difficoltà nella gestione di un figlio malato in presenza di un fratellino più piccolo da tutelare…
    Non entro nel merito dell’eventuale scelta di mandare il figlio malato all’estero dallo zio in quanto estremamente personale e delicata…
    Nel caso, invece, suo figlio dovesse restare qui in Italia con voi le consiglio di rivolgersi immediatamente al CPS di zona e lasciare ai medici competenti la decisione se effettuare o meno un TSO. Se ritenuto necessario non mi opporrei assolutamente: suo figlio ha bisogno di cure e, se le rifiuta, il TSO resta, al momento, l’unico mezzo di semplice ed immediata soluzione per un ricovero coatto.
    Il TSO ha una durata massima di sette giorni rinnovabile su richiesta del medico (la legge non stabilisce il numero massimo di rinnovi); al rientro a casa, se la situazione dovesse risultare ancora invivibile, potrà rivolgersi ad un avvocato per fare una richiesta alla Procura della Repubblica affinché il giudice, valutate le circostanze (su cui, sicuramente, inciderà parecchio il fatto che lei è da solo ed ha un altro figlio più piccolo da tutelare e far crescere in “serenità”) assegni una struttura territoriale a suo figlio.
    Per quanto riguarda il suo timore di uno sperpero economico (firma di contratti, vendita di oggetti e/o altro…) le consiglio di presentare un ricorso per chiedere la nomina di un Amministratore di Sostegno (che potrà anche essere lei) che abbia cura della persona di suo figlio e del suo patrimonio.
    Insomma, qualora decidesse di continuare la convivenza con suo figlio non esiti a chiedere e pretendere aiuto dalle strutture competenti perché da solo è un carico troppo grande da portare, sapendo che i CPS hanno l’obbligo di assistere i propri malati, anche a domicilio.
    Auguri per tutto.
    Silvia

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