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Schizofrenia

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  • #394
    Simona
    Partecipante

    Salve,
    mia madre è schizofrenica da più di 25 anni,cioè da prima che nascessi.
    Mio padre non ha mai voluto prendere posizioni verso la sua malattia se non prima che nascessi quando scoprì dei suoi deliri. Ad oggi la situazione degenera giorno per giorno,lei è ingestibile. La notte urla di colpo e sparge il terrore. Non sappiamo come può andare a finire questa situazione che ci costringe fr l’altro a vivere nell’handicap sociale. Siamo fuori da ogni vita socialmente attiva quando non sappiamo come gestire lei. Adesso dopo aver fatto un T.S.O. voluto da me, dopo averla trovata in stato confusionale su un marciapiede perchè aveva smesso la cura precedente l’anno scorso, prende la mattina abilify akineton carbolithium 150 a pranzo carbolithium 150 e la sera dopo cena carbolithium 300 e risperidone. Sta diventando un fantoccio. Sò che la schizofrenia è degenerativa e regressiva ma noi? Come possiamo gestirla? Non ce la facciamo più a stare dietro alle sue angherie e temiamo anche il peggio. Prima faceva addirittura l’aldol a iniezione era violenta e incontenibile accusava allucinazioni visive e uditive adesso ha solo deliri mistici. Ma ora io le chiedo come possiamo fare visto che i T.S.O. non servono a nulla nel suo caso praticamente. Ci sono modi per farsi aiutare? Anche per la nostra serenità familiare.
    E ancora….vorrei sapere è vero al 99% che la schizofrenia è geneticamente trasmissibile? E se si un mio eventuale figlio può essere a rischio?….
    La ringrazio.

    #395

    Sicuramente e’ una condizione che va seguita regolarmente dallo psichiatra del CPS di Zona dove risiedete. I TSO se e’ vero che sembrano inutili al momento vanno ripetuti se la situazione non migliora o degenera anche perche’ il pz di fatto, in molti casi, non assume nessuna terapia o la assume un po’ come gli pare (anche se sembra che la assuma !). E’ importante si trovi davanti il “muro” del TSO che costringe ad un eventuale cambio terapia o ad un suo aggiustamento pur essendo, diciamo un intervento non certo morbido. Sarebbe meglio “consigliare” un ricovero volontario per evitare un TSO: dicendolo proprio alla signora.
    Se la schizofrenia ha una componente genetica indubbia, la trasmissione non e’ certo di tipo Mendeliano per cui risulta molto difficile prevedere una sua trasmissibilita’ genetica. I fattori ambientali giocano un ruolo sicuramente fondamentale: altrimenti la patologia sarebbe presente nei gemelli omozigoti al 100% e non e’ cosi’. Mi si conceda: la vita e’ un’avventura (tra l’altro non troppo lunga) e vale la pena viverla per come uno si sente !! Se si considerano razionalmente tutte le possibilita’ non si farebbe un passo in avanti!

    #396
    Simona
    Partecipante

    La ringrazio ancora infinitamente.
    Ma c’è da precisare un paio di cose. Mia madre assume regolarmente e come da prescrizione i farmaci,perchè se ne occupa mio padre di farle prendere la cura ogni giorno,e quando non può lui io.
    Il problema è che sembra non modellarsi mai la sua malattia. Ha sempre le solite manie e le solite fisse e come le ho detto è ingestibile. Poi affrontare un discorso con lei è inutile. Non capisce quello che le si dice o chiede e non sa o prova ma stenta veramente tanto nel capire. Si figuri convincerla a ricoverarsi. E sinceramente un altro TSO non sò dove potrà portarci. Per quanto riguarda la mia domanda sull’ereditarietà della schizofrenia vorrei spiegarne il motivo….gliel’ho posta perchè la mia famiglia mi lascia pensare molto alla genetica: mio nonno,il padre, era una persona non troppo normale…forse anche lui schizofrenico a quanto posso dedurre visto che non aveva diagnosi,mia zia, la sorella, si è ammalata di schizofrenia pochi anni dopo e mio zio, il fratello, non è molto normale ed ha una figlia di 12 anni molto intelligente mentre il secondo più piccolino con un pò di deficit intellettivo. Del fattore ambiente ho paura. Infatti sto sopravvivendo a stento alla mia situazione familiare e alla sua malattia. Si figuri il terrore che ho di perdere anche io la ragione. Certo, quello che dice è giustissimo. Di sicuro non mi precluderò il futuro ma il presente mi sta già mettendo in difficoltà.
    Ora come le ho detto il punto è uno solo,la convivenza con la sua malattia. Dallo psichiatra ci andava prima ogni mese poi le ha detto di andare ogni due/tre mesi e ora non ci vuole nemmeno andare più perchè dice che sta bene.
    Possibile che non ci sia un modo oltre al TSO di far rasserenare la situazione?

    #397

    Il TSO e’ l’ultima ratio. C’e’, ripeto, la possibilita’ di ricoverarla volontariamente, “ricattandola”: se non ti ricoveri volontariamente ti ricoveriamo contro la tua volonta’ e chissa’ quanto durera’ il ricovero. Lo so, non e’ molto “bello”, soprattutto con un proprio caro. Altra possibilita’, devo dire piu’ difficile, ma dipende dal CPS di zona (alcuni sono molto efficienti, altri decisamente meno) si puo’ chiedere una visita domiciliare per poter modificare le cure. Eventualmente c’e’ la possibilita’ di un farmaco depot o long-acting: una fiala ogni 15 gg o 4 sett a seconda del farmaco. Ora anche alcuni antipsicotici atipici sono in formulazione depot (lei prima aveva fatto l’Haldol, un neurolettico classico).

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