Re: quali obblighi?
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Mi spiace di essermi accorto solo adesso delle Vostre richieste di aiuto. Lasciatemi dire che il problema fondamentale è che la malattia non deve e non può essere gestita dai familiari, ma deve essere gestita dalle strutture a ciò preposte e pagate per questo. Come? Agendo sulla base della legislazione e del diritto. Se la struttura non risponde adeguatamente bisogna affidarsi ad un bravo (e cattivo) avvocato e fare in modo che risponda. Con raccomandate, esposti, denunce. Responsabilizzate la struttura. Non abbiate paura del TSO. Non abbiate paura di esposti e denunce. Meglio parlare chiaro prima (e soprattto scrivere) che lamentarsi dopo. Il TSO se è necessario va fatto senza alcuna esitazione ed è compito della struttura fare in modo che non si traduca in ulteriore danno per i familiari. Tenete presente che un malato che non è conscio della malattia è un malato mal curato. E’ opportuno e fondamentale fare interdire il malato o almeno fare un amministratore di sostegno. Dietro l’amministratorre di sostegno c’è il giudice tutelare ed i sanitari non gli possono rispondere invocando la legge sulla privacy: devono giustificare i provvedimenti che prendono. Io sono tutore di uno schizofrenico che ha ucciso la madre e che non ha tuttora coscienza della malattia. Due vite distrutte:la sua e quella della madre. Per non parlare dei problemi che hanno avuto le sorelle che vivevano con loro. Il torto della famiglia è stato quello di non denunciare con forza ed in maniera documentata e continuata il comportamento colpevole e criminoso dei sanitari. Dopo diventa impossibile ottenere giustizia. Infatti abbiamo perso la causa penale. Speriamo in quella civile. Ma bisogna non avere rispetto umano: questi medici sono pagati per curare i malati di mente e devono farlo. Altrimenti sono dei parassiti della società e bisogna cercare di estirparli. Denunciate, denunciate, denunciate. Specie se i malati sono violenti. La situazione può rapidamente diventare insostenibile. O può esserci -come c’è – un dramma irreversibile.
