VITTIME DELLA 180
Le testimonianze che mostrano come la 180 sia inefficienza, crudeltà, sfruttamento, superstizione

Vittime della 180

Dimostrare che la legge 180 è dannosa e, spesso, omicida

Re: Richiesta di aiuto

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#1096
Francesca
Partecipante

Probabilmente allora non sono stata chiara come avrei voluto.
E’ una situazione complessa.
Io ho scritto prima di tutto per chiedere un aiuto per me stessa perché il comportamento di mia sorella ha delle pesanti ripercussioni sulla mia vita; ogni settimana ricevo 2-3 messaggi sotto forma di e-mail, o sms, o whatsapp in cui mia sorella minaccia di uccidersi addossando a me tutte le responsabilità, scrivendomi che le ho rovinato definitivamente la vita, non aiutandola a uscire dalla prigione in cui vive e impedendole di costruirsi una vita sua. Non è chiaro in che modo io la condizioni. Aggiunge offese gravissime, scrivendomi che sono una “capitalista, egoista, menefreghista”, e spesso aggiungendo simili epiteti verso i miei amici, conoscenti, colleghi, persone che nemmeno conosce ma magari mi ha sentito nominare.
Conclude scrivendo “addio, per te sono morta, ho sacrificato la mia vita per te è ora di finirla”.
Poi capita che io passi a casa di mia madre, magari 2 ore dopo, e la trovo serena, come nulla fosse accaduto, o anche adirata, ma assolutamente non disponibile al confronto; di persona è difficile indurla a una discussione, se anche ci provo finisce con lei che si chiude dentro urlandomi le peggiori parole, o con lei che esce di casa, chiude il telefono, e si rende irreperibile per qualche ora, per poi tornare.
Lei dichiara di essere drammaticamente infelice, bloccata, “prigioniera” in un “ospizio”. L’ospizio sarebbe l’appartamento di mia madre, che le assicuro è tutto tranne che un “ospizio”.
Dal mio punto di vista lei è veramente bloccata, ma l’unico blocco è un suo blocco mentale perché nessuno la costringe a stare in casa, è sempre stata spronata a cercare un lavoro e costruirsi un futuro, ma negli anni nulla le è andato bene; attualmente se le propongo di fare un concorso mi risponde che lo stipendio non è adeguato, se le propongo di lavorare ad un call center mi risponde “perché non ci vai tu?”…Denigra chiunque io frequenti, amici, colleghi, sono tutti degli “stupidi”, “ignorantoni”, gente che a suo dire non è certo al suo livello che però, ahimè, ha il lavoro e la vita che vorrebbe fare lei, e allora esplode in critiche terribili.
Io non sono un medico, nella vita faccio tutt’altro, ma a mio avviso ha proprio bisogno di parlare con qualcuno esterno alla nostra famiglia che la aiuti a fare ordine tra le sue idee; nostra madre purtroppo le è complice, la considera una sua proiezione e le ha da sempre accordato ogni genere di protezione, fino al punto che oggi, a quasi 80 anni, è lei a farle la spesa e a provvedere ad ogni sua necessità.
Ciò che più mi addolora è l’eventuale impatto di questa situazione su mia figlia. Prima di essere mamma potevo subire i suoi sfoghi con maggiore serenità, ora che sono mamma sento di dover tutelare la mia bimba da queste tensioni, e a volte temo che mia sorella possa addirittura farle del male per rivalsa nei miei confronti, magari in preda alla rabbia per i torti che crede le abbia fatto.
Io quindi chiedo innanzitutto aiuto per me, per capire come affrontare gli aspetti in cui sono coinvolta, e poi per mia sorella, perché credo che le serva un medico o almeno uno psicoterapeuta per imparare quanto meno a gestire la rabbia.