VITTIME DELLA 180
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Come aiutare una malata violenta

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  • #1235
    Fiamma
    Partecipante

    Gentile Avvocato,
    sono la sorella di una donna da molti anni malata e tossicodipendente che da lungo tempo rifiuta le cure.
    Riceve una pensione di invalidita’ ed e’una persona violenta-in passato denunciata per le percosse alla nonna con la quale viveva-.
    So che ha ora contatti con un’assistente sociale e con una psicologa del Sert,dove si reca regolarmente per assumere Metadone.
    Tempo fa ottenni un incontro con uno psichiatra della struttura Asl che avrebbe dovuto prenderla in cura.Costui mi disse che il servizio avrebbe tentato di “agganciare” questa donna e non pote’darmi nessuna notizia circa le diagnosi esistenti.Ogni informazione poteva essere fornita solo col consenso della persona interessata.
    Ebbene,il servizio non la riaggancio’affatto e lei ha continuato a peggiorare drammaticamente.
    Vive da sola e terrorizza tutti.I suoi condomini sono impauriti e minacciati,ma non si muovono per paura di ritorsioni.
    Mia sorella ritiene una vicina responsabile di avvelenamento ai suoi danni tramite una macchina che produce gas.
    Prossima ad ogni casa che ha abitato c’era una persona che la tormentava.
    Mia sorella ora minaccia di uccidermi a coltellate.
    E’possibile che arrivi a farlo.
    Come contenermi?
    Andare presso polizia e/o carabinieri a denunciarla,giusto?
    E poi come avvertire della gravita’ della situazione i sanitari e perentoriamente indurli a soccorrere una malata del genere?
    Inoltre:
    mia sorella ed io siamo proprietarie della nuda proprieta’di un appartamento donatoci da una nonna ancora in vita,che ne ha l’usufrutto.
    L’appartamento e’abitato dalla sola mia sorella che mi minaccia perche’le ceda la mia parte per venderlo e stabilirsi dove non ci sono i nemici che la assillano.
    Io vorrei che questo bene fosse a disposizione di mia sorella e vorrei che fosse amministrato a beneficio di lei.
    Se mia sorella ne possedesse l’intera proprieta’in brevissimo tempo lo perderebbe.E’incapace di lavorare,ragionare sensatamente,del tutto incapace di gestire un bene come una casa.
    Come richiedere l’intervento di un amministratore di sostegno?
    Molte molte grazie e cari saluti,Fiamma

    #1237
    Silvia De Sanctis
    Moderatore

    Cara Fiamma,
    mi spiace per la situazione così difficile…
    andando in ordine:
    – per “costringere” la struttura (CPS) competente a occuparsi del malato in modo diligente bisogna iniziare a mandare raccomandate con minacce di esposti e, in caso di insuccesso, esposti veri e propri.
    Lo psichiatra stesso potrebbe poi disporre, sulla base di determinate condizioni, il ricovero forzato (TSO) presso i reparti di psichiatria degli ospedali pubblici.
    Nel vostro caso, essendo la paziente seguita dal Sert sarebbe utile che le due strutture comunicassero tra loro per avere una condotta comune verso la malata: non si dimentichi, quindi, per prima cosa, di indicare nella raccomandata al CPS il nome della struttura e del medico curante del Sert con relativi recapiti;
    – per quanto riguarda il diritto a ricevere informazioni sullo stato di salute, sulla diagnosi e cura di sua sorella, mi riporto a quanto stabilito nel Codice in materia di trattamento di dati personali di cui al D.Lgs 196/2003.
    Gli aventi diritto cui è riservato il rilascio di informazioni e materiale sanitario sono: il paziente stesso, soggetto con delega scritta del paziente, medico curante, autorità giudiziaria, il tutore-curatore-amministratore di sostegno.
    Sicuramente lei potrà parlare con i medici curanti per avere informazioni circa la malattia e relativa cura, ricordando però che, in generale, non si può obbligare il medico ad un incontro con i familiari in quanto esiste una legge sulla privacy per cui i medici possono rifiutarsi di dare informazioni sui malati.
    Per “aggirare” questo ostacolo potrebbe chiedere al giudice che sia nominato un Amministratore di Sostegno che costringerà il medico a dare allo stesso tutte le informazioni;
    – per il problema casa faccio presente che nel caso in cui un proprio familiare si riveli, ad un certo punto della vita, non più autosufficiente, è necessario provvedere al reperimento di una persona che se ne prenda cura e lo sostituisca, che parzialmente, nella gestione dei suoi affari.
    Dal punto di vista legale ci sono una pluralità di mezzi con cui garantire ad un soggetto la rispettosa gestione dei suoi beni, tra cui l’amministratore si sostegno, l’interdizione e l’inabilitazione, avendo riguardo al grado della non autosufficienza del soggetto.
    Tra questi sicuramente l’amministratore di sostegno è sicuramente la soluzione più “facile” e rapida.
    L’amministratore di sostegno è stato proprio introdotto (con la legge 6/2004) per garantire una sorte di protezione giuridica senza limitare in modo eccessivo o totale la propria capacità di agire a chi si trova in una situazione di difficoltà – anche provvisoria – tale per cui non è in grado di gestire al meglio i propri interessi economici e non.
    Lei stessa, come familiare della malata, potrà chiedere la nomina di tale amministratore per sua sorella (l’amministratore poi potrà essere lei stessa o altra persona).

    un abbraccio.

    silvia

    #1238
    Fiamma
    Partecipante

    Caro avvocato e cari amici del forum,qualcosa finalmente si muove!Come consigliatomi ho scritto un esposto e l’ho inviato a Carabinieri,Questura,Procura della Repubblica,Asl e Sert servizio tossicodipendenze.E finalmente,sono stata contattata da un medico psichiatra dell’Asl che -finalmente!-mi ha chiesto informazioni su questa mia sorella cosi sofferente e mi dice che verra’ disposto a breve un intervento coatto per aiutarla.
    Sono sollevata, e ringrazio molto tutti voi.

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