VITTIME DELLA 180
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DIFFICOLTA’ DI DIAGNOSI

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  • #772
    cristina
    Partecipante

    Vorrei sapere per quale motivo, uno psichiatra che ha in cura un giovane per problemi psichici (schizofrenia) dopo molti mesi, non sia ancora in grado di definire alla famiglia, la PATOLOGIA di cui il paziente soffre. Solo dopo solleciti e la richiesta di scrivere una relazione da portare per la richiesta di Invalidita’, sono riuscita a sapere sulla relazione che si trattava per mio figlio di Schizofrenia…
    Poi ho letto molte cose che parlano di questa Patologia, perché da parte dei medici dell’ospedale che lo hanno in cura, NON sono mai riuscita a farmi spiegare che COSA questa patologia causasse…..agli inizi addirittura volevano parlare SOLO e sempre con lui. La famiglia forse conta cosi’ poco ? Ma se e’ grazie alla famiglia che un paziente bene o male, riesce ad andare avanti ….!

    #773

    E’ una vecchia storia. Bisogna dire che in medicina da sempre la diagnosi e’ sempre stata “sottaciuta” dai medici. Non si diceva spesso all pz ed ai familiari lei ha un tumore maligno allo stomaco… ma “si tratta di una neoformazione”.. una “neoplasia”, “e’ forse un CA gastrico”, e via dicendo. Ora e’ in qualche modo obbligatorio chiarire la diagnosi anche se infausta tanto piu’ che con wikipedia alla fine ne sa di piu’ il parente del medico (e non sempre e’ un bene !).
    Per la psichiatria a quasto si aggiunge, bisogna dirlo francamente , che ogni psichiatra entro certi versi ha una sua idea dei fatti, della patologia in corso,…. e’ un disturbo di personalita’ borderline, e’ una psicosi, e’ una schizofrenia, e’ un disturbo bipolare…etc. Qs perche’ la diagnosi e’ di fatto soggettiva, non esiste un parametro biologico che dia la certezza della diagnosi. … E uno non si sbilancia… soprattutto con una diagnosi infausta. Ed in piu’, cosa di non poco conto le diagnosi possono sovrapporsi e soprattutto possono variare con il tempo !! … per una modificazione del quadro clinico stesso, per il maggior peso di un sintomo (oggi si dice anche “dimensione”) rispetto ad un’altro, e bisogna dirlo anche in base alla “moda” del momento (e ci sarebbe da dire molto su qs termine in psichiatria).

    #774
    cristina
    Partecipante

    Purtroppo….le sue parole mi confermano che quando hai a che fare con qualsiasi tipo di MEDICO, devi essere MOLTO fortunata in chi trovi, non solo per la qualita’ del medico, ma anche per il modo in cui lui si vorra’ far CAPIRE dal paziente. Questo in PSICHIATRIA ho verificato, purtroppo sia ancora di piu’, MOLTO accentuato. Non capisco pero’ se per ARROGANZA o per MANCANZA di qualita’ dello stesso psichiatra, che NAVIGA nei sintomi della mente del paziente, senza purtroppo in questo modo AIUTARE la famiglia a capire cosa fare, cosa succedera’ ecc……

    #775
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Cara Cristina,
    bisogna tenere presente che l’organizzazione psichiatrica statale italiana è basata sulle teorie basagliane: la malattia mentale non esiste. E’ un disturbo causato dalla pressione che le istituzioni della violenza (famiglia, scuola e manicomio) esercitano sulle personalità che si sottraggono alle logiche della società produttivistica. Disturbi curabili sottraendo il malato a tali istituzioni e inserendolo in comunità a carattere libertario e ugualitario. Fa quasi ridere ricordare simili baggianate. Ma è pur vero che sono tuttora la base fondante dell’organizzazione psichiatrica. I concetti di stigma, territorialità , riabilitazione, libertà del malato, diritto alla privacy, anche se non hanno alcuna importanza curativa, vengono continuamente sbandierati, perchè si basano su quelle teorie. E i sanitari più incolti ed ideologizzati spesso tacciono con i familiari non solo per ragioni umanitarie, ma anche perchè li ritengono responsabili della malattia del malato. E’ antipatico farsi pubblicità ma invito tutti a leggere il libro mio e di Mauri. E’ fatto apposta per permettere ai genitori di difendere se stessi ed i loro figli, traendo il massimo possibile da questa infausta situazione. Non dimenticate che le conseguenze possono essere catastrofiche. E’ di oggi la notizia di quel padre, ex-preside di scuola, costretto a convivere col figlio schizofrenico violento, che lo ha ucciso a colpi di pistola, appena dopo la morte della moglie che lo aiutava a sopportare il suo interminabile calvario.

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