VITTIME DELLA 180
Le testimonianze che mostrano come la 180 sia inefficienza, crudeltà, sfruttamento, superstizione

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Dimostrare che la legge 180 è dannosa e, spesso, omicida

Fratello 58 anni – Disturbo bipolare – CSM non sta intervenendo

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  • #4846
    Rosa
    Partecipante

    Buongiorno a tutti,

    vi scrivo perché ho davvero bisogno di un orientamento competente e di capire come muovermi per tutelare mio fratello.

    Mio fratello Guglielmo, affetto da disturbo bipolare, vive da solo a Sant’Antimo (NA). I nostri genitori sono entrambi venuti a mancare e, di fatto, lui non ha più alcun punto di riferimento familiare quotidiano.

    Io vivo lontano e non posso seguirlo direttamente, né potrei ricoprire il ruolo di tutore o amministratore di sostegno.

     

    Guglielmo vive nello stesso stabile delle mie nipoti (maggiorenni), che purtroppo hanno perso anche loro il padre (mio fratello) e quindi non possono occuparsi di lui.

     

    Negli ultimi mesi la situazione è peggiorata in modo evidente: Guglielmo è spesso disorientato, parla da solo, trascorre le giornate in uno stato di confusione e non riesce più a gestire le normali attività quotidiane.

     

    Il CSM di Sant’Antimo, presso cui è in carico e seguito, non sta intervenendo, nonostante diverse segnalazioni da parte nostra e un episodio gravissimo: a settembre scorso Guglielmo è scomparso per giorni ed è stato ritrovato grazie alla trasmissione Chi l’ha visto?.

     

    Mi trovo quindi completamente sola nel capire come procedere.

     

    Le mie domande principali sono:

    Come posso attivare un percorso per inserire Guglielmo in una struttura di cura e riabilitazione psichiatrica?

    A chi devo rivolgermi, concretamente, se il CSM non interviene?

    E soprattutto: quale tipo di struttura sarebbe appropriata nel suo caso?

    È necessario che Guglielmo sia consenziente per ricevere visite domiciliari o terapie territoriali del CSM?

    In questo momento lui non è in grado di valutare la propria condizione.

    Per l’amministratore di sostegno serve sempre il consenso della persona?

    Se lui non è lucido, come si procede?

    Quali sono i tempi e a chi bisogna rivolgersi nel caso di totale mancanza di altri familiari disponibili?

    Esistono strutture nella zona di Napoli (o fuori Napoli) che accettino pazienti inviati dal CSM su progetto terapeutico?

    Avrei bisogno di nomi, esperienze e indicazioni concrete.

    Il mio unico obiettivo è garantire a mio fratello una presa in carico reale, continua e protetta, perché la situazione è ormai insostenibile e pericolosa.

    Vi ringrazio in anticipo per qualsiasi consiglio, testimonianza o indicazione pratica possiate darmi.

    Ogni suggerimento per me è prezioso.

     

    Un saluto,

    Rosa

    #4847
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Non è facile rispondere alle sue domande in toto. Comunque provo. Intanto tenga presente che, con l’età, le psicosi tendono a degenerare in forme più o meno gravi di demenza.   Per quanto riguarda il ricovero in una struttura, la prima domanda farsi è: suo fratello lo accetterebbe? Se lo accettasse e voi non siete in grado di accollarvi la spesa, allora è indispensabile che facciate leva sul CSM: è lui che si deve occupare di suo fratello. E’ lui che ne ha la responsabilità in toto. Rivolgetevi ad un avvocato che sappia il fatto suo e che scriva al CSM dicendolo che lo ritenete responsabile del peggioramanento del malato e se lo stesso non vien curato.    E’ già stato inaudito che vi siate rivolti a Chi l’ha visto.    Per quanto riguarda le altre domande:

    – L’amministratore di sostegno è deciso dal giudice, che chiede, in genere, il parere del malato. E’ bene che l’amministratore sia indicato dalla famiglia, non dalla struttura.  Ed è importante che ci sia. Meglio ancora un tutore

    – La richiesta dell’amministratore è fatta dalla struttura o dai familiari. Meglio tramite avvocato

    – I tempi sono sempre dell’ordine dei mesi: è la giustizia italiana

    – Ci sono sicuramente strutture psichiatriche intorno a Napoli. Si informi in Regione.

    – Se suo fratello rifiuta le cure a domicilio, l’unica possibilità è che gli venga fatto un TSO. Il TSO è un provvedimento medico. Va preteso, se il malato non si fa curare.

    Capisco che le mie risposte non siano complete, ma non ho competenze nella zona di Napoli.  Spero copumunque di averle dato un piccolo aiuto e le auguro di avere il massimo successo nella sua azione. L.Dalbuono

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