VITTIME DELLA 180
Le testimonianze che mostrano come la 180 sia inefficienza, crudeltà, sfruttamento, superstizione

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  • Questo topic ha 5 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 2 mesi fa da Anonimo.
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  • #518
    paola
    Partecipante

    Gentile Avvocato,
    mio cognato circa un mese fa è stato ricoverato in ospedale tramite tso dopo un delirio. Dopo due settimane è stato rilasciato nonostante siano state confermate diverse diagnosi: da scompenso psicotico, bouffet delirante, paranoie. Sabato scorso ha avuto un altro delirio ma si è ricoverato volontariamente. Il problema è che ora vuole uscire di nuovo e non vuole farsi aiutare, sostiene di essere normale e non vuole nessun rapporto con la famiglia. Addirittura ci ritiene responsabili e ci accusa di cose inesistenti. La struttura sanitaria dice di non poterlo trattenere con la forza anche perchè loro non hanno le strutture adeguate per aiutarlo. Come dobbiamo agire? contattando un avvocato come possiamo impedire il rilascio? come possiamo rivolgerci ad una struttura che lo aiuti anche contro la sua volontà e senza ripetere il tso che sembra inefficace? esiste un modo per uscire da questo incubo?
    La ringrazio

    #519
    Anonimo
    Inattivo

    Cara Paola,
    che un TSO non possa avere lunga durata, posto che la Legge prevede sette giorni (rinnovabili), è un dato di fatto. Questo anche se nel corso del TSO emergono patologie gravi o comunque di non facile soluzione.
    Che non possa forzarsi la volontà (sovrana) dell’individuo, è un altro dato di fatto legislativo ineliminabile.
    Bisognerebbe chiedere al G. Tutelare – documentando bene la cosa – la nomina di un amministratore di sostegno, con l’avvertenza però che non tutti i Giudici s’intendono a sufficienza della materia psichiatrica
    (in effetti piuttosto difficile) e quindi il risultato può essere non buono o anche pessimo, dipende dalla personalità dell’ADS e dal testo del decreto di nomina, che deve dare precisi poteri all’ADS.
    Poi viene il bello, perché all’ADS si pone un compito non meno difficile, e per giunta non momentaneo (come
    può essere una nomina) bensì quotidiano, quello di fare da raccordo (mediatore) fra la volontà del “malato”
    e gli organi dell’istituzione (CPS, ospedali, comunità) e inoltre, prima di tutto, i medici.
    Insomma casi del genere sono “cavoli acidi”, ma se mai si comincia mai si faranno progressi nella cura del
    soggetto. E poi sperare nella buona sorte.
    Un vantaggio della situazione che fa ben sperare: che si sia fatto ricoverare almeno una volta spontaneamente.
    Un vantaggio di avere un ADS: che questi – forse – è capace di scuotere o almeno disturbare la pigrizia
    dei soggetti preposti alla cura del soggetto.
    Vai da un bravo avvocato, fatti coraggio e abbiti tanti auguri.
    O.B.

    #520
    Anonimo
    Inattivo

    Sono ancora io, l’avvocato, per farTi, Paola, una precisazione prima che sia frainteso.
    Quando ieri Ti ho scritto che la volontà – per la Legge – non possa essere forzata (o ignorata) non intendevo dire che la Legge sia giusta, o funzioni, così com’è.
    La Legge però è Legge, e, mettila coma vuoi, finché c’è questa, finché cioè il Parlamento non la modifichi, va rispettata, a scanso di guai.
    Saluti OB

    #522
    paola
    Partecipante

    Gentile avvocato,
    grazie per la disponibilità. Il giudice, purtroppo ha risposto che la procedura per la nomina dell’amministratore di sostegno è lunga, si parla addirittura di mesi. Nel frattempo è stato recapitato l’esposto alla struttura ospedaliera che ritiene mio cognato sano di mente, anzi vittima di un complotto da parte della famiglia e di decine e decine di persone testimoni dei deliri. Ad ogni modo, anche se la fiducia spesso viene meno, non molleremo.
    Saluti.
    Paola

    #525
    paola
    Partecipante

    Ch.mo Avvocato,
    la ricontatto per avere un consiglio. Mio cognato, a parte il delirio a quanto pare diventa sempre più furbo ogni giorno che passa e domani probabilmente uscirà dall’ospedale e sarà ospite di una sua zia. Abbiamo già fatto questo tentativo e l’ultima volta è scappato con la macchina fuori città e lo abbiamo trovato al buio, credeva di essere san francesco ( non aggiungo i particolari). E’ evidente che necessita di cure immediate è riusciuto a manipolare tutti, anche i genitori sono propensi a farlo uscire dall’ospedale per ripetere un altro tentativo.
    Le ricordo che lui detesta i genitori e il fratello, (normalmente invece li considera le persone migliori al mondo) continua ad avere delle convinzioni distorte e non è migliorato per niente, ma la compassione dei familiari più stretti sembra vincere su tutto.
    Si può proporre al paziente un compromesso ? nel senso dirgli che se non firma il consenso per lasciarsi curare in una clinica adeguata è costretto a rimanere in ospedale fino a quando il giudice deciderà di affidargli un ads ? cosa posso suggerirgli all’avvocato che ci sta seguendo? mi può aiutare in qualche modo? Per favore!
    Non è facile essere chiara per e-mail. Mi scusi
    Saluti

    #526
    Anonimo
    Inattivo

    Lei, Paola, è già seguita da un avvocato (cosa che del resto avevo già intuito quando mi aveva detto di un tentativo di nomina di ADS) e l’etica a noi avvocati impone di non interferire nel lavoro dei colleghi.
    Senza interferire, posso dirle che parenti e amici possono dire al soggetto in questione tutte le bugie che vogliono, a fin di bene; che l’avvocato possa convalidarle, è un po’ più difficile, perché ogni atto del Legale genera una responsabilità su cui lui solo può decidere.
    Lo senta, in fondo questi discorsi che fa con me li può fare (li DEVE fare) con lui.
    Buona fortuna
    OB

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