VITTIME DELLA 180
Le testimonianze che mostrano come la 180 sia inefficienza, crudeltà, sfruttamento, superstizione

Madre con episodio psicotico

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  • #3624
    Riccardo
    Partecipante

    Buongiorno,

    espongo anche in questa sezione la mia vicenda che ho riportato anche nella sezione “avvocato risponde”.

    la mia compagna, madre di mia figlia di 4 anni, è stabilizzata da 6 mesi con lo Xeplion in seguito a due episodi psicotici.

    Lei lamenta molta sonnolenza ma ragiona e si comporta da persona “normale”, e, in seguito alla perdita del lavoro, sta facendo la madre a tempo pieno sempre aiutata da sua madre, sua sorella, i miei genitori e da me che lavorando sui turni ho sempre mezza giornata libera.

    La vita di nostra figlia sta trascorrendo normalmente , è serena, (frequenta l’asilo, ha molti amichetti, va al parco) ed è circondata da tutto l’amore del mondo. La madre stessa, nonostante i suoi problemi di salute, è scrupolosa ed è un ‘ottima madre.

    La mia paura è che la mia compagna, seguita dall’ASL, un giorno o l’altro interrompa le cure e non voglia più proseguire con l’iniezione mensile poiché si lamenta sempre degli effetti collaterali e questo porterebbe inevitabilmente ad una ricaduta nel giro di pochi mesi.

    Quando è colta da episodio psicotico assolutamente non è più lei, diventa malvagia con tutti, è convita che chi le sta attorno le voglia portare via la figlia, ha idee a dir poco bizzarre riguardo l’alimentazione della bambina….insomma una situazione impossibile da gestire con una bambina di quattro anni e che potrebbe avere epiloghi anche drammatici.

    Attualmente la situazione è assolutamente gestita, ma se lei dovesse interrompere le cure e non presentarsi più alla ASL cosa devo fare per salvaguardare l’incolumità di mia figlia? Devo avvertire della situazione i servizi sociali magari insieme al medico che l’ha in cura? Procedere per vie legali e chiedere l’affidamento della bambina? Queste due strade cosa comportano?

    Resto in attesa di consigli.

    Grazie

    #3625
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Riccardo,

    capisco perfettamente la Sua angoscia e la sua fretta nel ricevere qualche consiglio. L’avvocato mi ha detto che Le rispondera’ entro la settimana ed io, come vede, le rispondo subito. Purtroppo i nostri consigli le faranno sentire, spero, la nostra simpatia e la nostra vicinanza, ma avranno una importanza relativa: la vita dei malati di mente e dei loro familiari diventa quasi sempre  aleatoria e soggetta a bruschi cambiamenti.  Proprio per questo Le suggerirei di mettere quei punti fermi, a cui Lei, del resto, sta gia’ pensando.  Chiedere che venga creato un amministratore di sostegno per Sua moglie. E – mi raccomando – che sia una persona di Vostra fiducia, non di fiducia dell’ASL.   Anche l’idea di avere l’affidamento della bambina, puo’ essere una giusta misura prudenziale. Deve farlo pero’ senza scompensare la stabilita’, per quanto precaria, che in questo momento manifesta Sua moglie. Guardi che, pur nella disgrazia, siete molto fortunati: che sua moglie accetti la cura e che la cura la stabilizzi, non e’ cosi’ comune.  Poi: la  consapevolezza del malato e’ importantissima per riuscire a convivere ed a controllare la malattia. Anzi se possibile, la famiglia ne parli con la malata. Abituate sua moglie a confidarsi,  a dire come si sente, a considerare la sua malattia una disgrazia che viene pero’ condivisa e che si puo’ dominare. E’ importantissimo.   Poi, magari, quando sua moglie e’ in grado di fare una critica della sua situazione, provate a far diminuire un poco, piano piano, la dose di psicofarmaci: per una ragazza giovane non e’ affatto bello sentirsi sovrappeso e sonnolenta.

    Questa malattia e’ una delle  tante malattie croniche che possiamo avere: come  il diabete,come  l’artrite reumatoide.  Si puo’ andare avanti tranquillamente in una situazione stabile e controllata, oppure la malattia puo’ avere improvvise recrudescenze. Dipende da come e’ la malattia di sua moglie. Se  grave o lieve.  Ma comunque potrete sicuramente avere momenti di felicita’, alternati a quelli di sconforto, come, del resto, e’ normale in tutte le vite. Ci tenga al corrente. Coraggio. Le siamo vicini con affetto e simpatia.

    #3626
    Riccardo
    Partecipante

    Buongiorno,

    grazie per la risposta rapida, chiedo scusa se ho scritto più volte.

    Le misure dell’affidamento esclusivo e dell’amministratore di sostegno sono drastiche, ma saranno necessarie nel momento in cui lei dovesse rifiutare le cure o se vi fossero ricadute frequenti nonostante le cure, a quel punto si procederebbe; ora l’ultima cosa che ho intenzione di fare è destabilizzare una situazione calma per non parlare dell’idea di allontanare mia figlia dalla madre.

    Quello che sta facendo lo psichiatra dell’ASL è trovare il dosaggio minimo dei farmaci dilazionando le iniezioni del DEPOT Xeplion portandole a 50 giorni anziché 1 mese tenendola sotto osservazione mensile, abbinando all’antipsicotico degli antidepressivi (ne ha cambiati già tre aspettando di trovare quello giusto). Chiaramente essendo un dosaggio sperimentale può avere i suoi rischi, il fatto che vi sia un monitoraggio costante mi tranquillizza un po’.

    La mia compagna sin ora ha accettato le cure un po’ per la paura di subire un nuovo TSO (sarebbe il terzo) e ricovero in psichiatria, un po’ perché sa che a quel punto si troverebbe senza il mio sostegno e le verrebbe tolta la figlia, un po’ perché si sente meglio senza tutta la confusione che aveva in testa. Lei benché si ricordi molte cose dette e fatte durante gli episodi psicotici (non le racconto ma erano cose davvero folli) non rinnega nulla cerca una giustificazione per tutto, anche se riferendosi a quel periodo dice “quando ero fuori” e frasi del genere.

    Riguardo l’amministratore di sostegno vorrei chiedere:

    -Quali sono le tempistiche in cui esso viene assegnato?

    -Quali requisiti deve avere un malato per avere diritto all’amministratore di sostegno? (la mia compagna ha subito 2 tso)

    -Che potere ha l’amministratore di sostegno e quali facoltà verrebbero tolte alla mia compagna?

    -Se le ricadute diventassero frequenti può avere l’amministratore facoltà di ricoverare in lunga degenza la signora presso qualche struttura?

    -Può essere l’amministratore una soluzione temporanea e revocabile?

     

    Grazie,

    Riccardo

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