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Riccorso per amministratore di Sostegno. Tutto regolare?

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  • Questo topic ha 1 risposta, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 11 mesi fa da Anonimo.
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  • #431
    Gaia Petri
    Partecipante

    Gentile Avvocato Bonzio,
    mio padre da ormai più di dieci anni soffre di gravi disturbi psichici che come ultima diagnosi hanno ricevuto quella di Depressione mista con sintomi psicotici in Disturbo Bipolare.
    Il direttore della Clinica universitaria nella quale si trova attualmente ricoverato, vorrebbe che si sottoponesse ad un ciclo di T. E. C.
    Perchè i medici possano metter in atto questa terapia è necessario, però, che il paziente dichiari il suo consenso.
    Purtroppo, a causa delle sue gravissime condizioni e di un evidente stato confusionale, mio padre non è in grado di farlo.
    Da qualche mese, sto cercando di avviare il ricorso per la nomina di un Amministratore di Sostegno, ma devo ancora completare i documenti da presentare a corredo della domanda di ammissione al Gratuito Patrocinio.
    I medici del Policlinico si sono messi in contatto con il direttore del DSM della città in cui viviamo perché attivasse le procedure per l’ assegnazione dell’ Amministratore, ancora prima di avvertire me delle loro decisioni terapeutiche.
    Non so se la procedura d’ urgenza per una nomina temporanea sia già iniziata, ma desidererei sapere se, in questi casi, il Giudice Tutelare individuerà l’ Amministratore di preferenza tra i familiari, od i parenti stretti, o, quantomeno, in una persona di fiducia dell’ ammalato come nella prassi ordinaria, oppure lo sceglierà su indicazione del DSM, fra gli assistenti sociali, o selezionando qualcuno dall’ albo degli Amministratori di Sostegno del Tribunale.
    Io, posso essere indicata come amministratore in questo caso? Me lo domando , perché i medici, quando l’ ho chiesto, si sono dimostrati chiaramente contrari ad indicarmi per l’ incarico, senza nemmeno dirmene le ragioni.
    Temo che, se il giudice conferirà l’ incarico ad un estraneo, poi, viste le condizioni di mio padre, che difficilmente sono suscettibili di un sensibile miglioramento, glielo rinnoverà, ponendo, così, nelle mani di una persona a noi sconosciuta, che potrebbe anche non agire nel miglior interesse di mio padre, la sua salute, e, forse anche le sue magre sostanze.
    Se il decreto di nomina decadrà immediatamente dopo lo svolgimento del compito per il quale l’ Amministrazione è stata richiesta ( firma del consenso informato ), potrò, in seguito, essere io a presentare un nuovo ricorso?
    Tengo a sottolineare che mi sono presa cura di mio padre con tutto l’ amore e tutta la dedizione di cui sono capace, nei lunghi anni della sua malattia.
    Attendendo Sua risposta, Le invio
    Cordiali saluti,
    G. P.

    #433
    Anonimo
    Inattivo

    Cara Gaia
    dell’udienza in cui si deciderà chi si deve nominare ADS Lei sarà per certo avvertita. Ci vada, se del caso accompagnata da un Legale, e dica la Sua.
    Certo il Giudice potrebbe anche pensare che un familiare sia TROPPO coinvolto per far bene i suoi compiti; spesso questo è vero.
    Un ADS nominato e confermato non decade “finito il compito”; bisogna vedere che estensione di poteri gli dà il Giudice.
    Lei ha sempre la possibilità di impugnare con reclamo la nomina o di presentare memorie a critica dell’operato dell’ADS.
    Non parta però così ostile, non è mica detto che un estraneo debba per forza non fare il bene dell’assistito. E’ vero che ormai non crediamo più alle favole, ma, almeno come tentativo, provi a collaborare.
    In bocca al lupo.
    O. Bonzio

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