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Terapia errata.

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  • Questo topic ha 5 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 8 anni, 1 mese fa da Anonimo.
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  • #582
    Rossi Marco
    Partecipante

    Salve, ho un importante fatto da esporre. Se da una parte ci sono malati pericolosi che se ne vanno in giro senza uno straccio di terapia, dall’altra ci sono tranquille persone che per un banale DOC con attacchi di panico ottengono prescrizioni pazze. Sono stato da un medico psichiatra per il disturbo appena citato e all’inizio si erano ottenuti ottimi risultati con una terapia a base di SSRI a dosaggi medi. Dopo qualche mese è successo il disastro. Mi è stato prescritto come se niente fosse un antipsicotico ad alto dosaggio (Il perche? “Lei è troppo ansioso e angosciato deve essere messo in condizioni tali da permettergli di lavorare.”). Zyprexa 10mg al giorno, questa era la prescrizione. E io come dicono le diagnosi non ho niente che possa richiamare a una psicosi. Prima di introdurre l’antipsicotico non sono nemmeno state prese in considerazione tutte le altre strategie terapeuriche del caso. Dopo aver chiesto se gli antipsicotici possano o meno arrecare danni mi è stata data la risposta “No assolutamente”. Per mia fortuna la terapia neurolettica è stata interrotta 4 mesi dopo con risulati che oltre tutto erano molto scarsi (sono rimasto chiuso in casa, passato l’effetto sedativo delle prime 4 settimane le crisi di panico sono tornate in modo peggiore).
    Ho parlato ai miei familiari dei miei disagi e loro con affetto mi hanno aiutato a superarli e a smettere con le medicine. Ora è passato quasi un anno dalla sospensione dell’antipsicotico e vari mesi dalla dimissione dell’antidepressivo SSRI.
    Purtroppo come confermato da vari medici che ho consultato ci sono studi sul farmaco che mostrano come gli antipsicotici causino danni permanenti al cervello di chi li assume. Le uniche risposte che ho ricevuto sono: “Confidi nelle capacità neurorigenerative.” oppure “Quattro mesi non dovrebbero aver causato un danno eccessivo.”
    Ho letto alcune di queste indagini scientifiche che sono raccapriccianti. Farmaci di questo genere dovrebbero essere usati con molta e ripeto molta prudenza.
    Dovevo essere informato in precedenza di queste cose invece il medico mi ha mentito.
    La risposta del medico responsabile della prescrizione è stata “Queste cose generalmente non si dicono al paziente altrimenti compromettono l’aderenza alla terapia. E poi tutti i farmaci hanno effetti collaterali.”
    Non si parla di robette ma danni al cervello che potrebbero essere anche grossi. Molto spesso permane uno stato di intontimento. Non sono peraltro del tutto note le conseguenze a cui possano portare queste alterazioni (magari un futuro sviluppo di patologie psichiatriche più gravi di quella trattata). Tutto ciò è vergognoso. Mentire al paziente riguardo le conseguenze di una terapia farmacologica è perseguibile come reato? Si può ottenere qualche cosa oppure bisogna come al solito mandare giù e tenersi anche i danni?

    #583
    Anonimo
    Inattivo

    Marco, conosco Zyprexa che è un buon farmaco, almeno per i casi (di giovani) a me noti. Ma su questo è meglio chiedere allo psichiatra, in questo stesso Forum.
    Per esprimermi sul caso giuridicamente con scienza e coscienza dovrei saperne di più. Parli evidentemente di danno biologico (permanente) ma a leggerti -sei molto lucido e, mi pare, equilibrato- direi che non ce ne sia.
    Il reato è se mai lesioni colpose, ma ci vuole un buon parere appunto di medico legale esperto in psichiatria. Ciao OB

    #584
    Rossi Marco
    Partecipante

    Salve. Innanzitutto grazie per la rapidissima risposta. Effettivamente non ho dato tante informazioni. Bisognerebbe aggiungiere altro. Chiedo se è possibile continuare il discorso con maggiore privacy via eMail anziche sul forum?

    #611
    Rossi Marco
    Partecipante

    Salve signor Bonzio. Rispetto alla prima volta in cui le ho scritto c’è stato un notevole aggiornamento. Ritirando la cartella territoriale del mio caso c’è stata una grossa sorpresa. Il medico responsabile della prescrizione farmacologica aveva fatto una diagnosi aggiuntiva di cui ne io ne i famigliari eravamo stati informati. Avevamo varie volte chiesto chiarimenti ma nulla. Per aggiornarsi può leggere il consulto da me richiesto nella sezione “Lo psichiatra risponde.”
    Dal punto di vista legale:
    Se il medico fa una diagnosi è obbligato a comunicarla al paziente o famigliari qualora ne venga fatta richiesta?
    Se il paziente o famigliare (avevo dato pieno consenso a rispondere alle domande dei famigliari) richiede il perché di una prescrizione il medico ha l’obbligo di comunicarlo?
    Se il medico giunge ad una diagnosi errata quanto la colpa è attribuibile ad un “essersi espresso male” del paziente? Non sarebbe obbligo del medico fare tutti i dovuti accertamenti del caso?
    Sbagliare sarà umano ma spero che almeno il mentire al paziente omettendo una diagnosi sia legalmente perseguibile.

    #686
    Rossi Marco
    Partecipante

    Dopo quasi tre mesi nessuna risposta. Tra un pò andro a consultare privatamente anche un legale. Ci tenevo comunque ad avere il suo parere (dal momento che questo è gratuito) signor Bonzio. Per ora ho consultato vari medici (che mi sono costati parecchio), ho sei persone tra cui i famigliari con cui vivo che possono testimoniare su anni di sintomi precedenti la cura, in particolare sui due sintomi che sono stati erroneamente interpretati. Quindi il medico che mi ha ingannato e per di più ha sbagliato diagnosi non potrebbe dire che mi sto inventando una mia versione dei fatti postuma agli eventi.
    Le diagnosi successive sono state fatte alla presenza dei miei genitori (dopo il fattaccio ho sempre richiesto la loro presenza ai miei consulti medici) e il sintomo è stato spiegato nei minimi dettagli. Non vi era nulla di delirante o che giustificasse l’aggiunta repentina di un antipsicotico a dosaggi elevati. Gli antipsicotici si possono si usare nel DOC ma solo dopo averne accertato la resistenza ai trattamenti di prima linea. Nel mio caso non sono stati attuati tali trattamenti per via della diagnosi aggiuntiva che era stata fatta e si è passati subito allo Zyprexa. Stò anche cercando informazioni di natura legale riguardo al “Consenso informato” in medicina. Aspetto un suo parere. Avevo già espresso delle domande nel post precedente. Se non vuole esprimersi apertamente nei riguardi dei medici e della mia vicenda può magari darmi delle informazioni di natura legale riguardo al consenso informato e agli eventuali obblighi del medico nei confronti del paziente. Almeno così risparmierò un pò di tempo durante il mio consulto legale.

    #688
    Anonimo
    Inattivo

    Avevo perso il filo.
    Domani guardo meglio, a risentirci
    OB

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