VITTIME DELLA 180
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Malato tumore con delirio persecutorio scappa e non riusciamo a curarlo

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  • #976
    Arianna
    Partecipante

    Salve,
    brevemente, mio padre (che io non vedevo da 20 anni, da quando ero piccola perché mi aveva abbandonata, quindi non ho avuto la situazione sotto mano per anni) che vive con la sorella anziana a seguito di accertamenti è risultato essere affetto da leucemia.
    Il problema è che siccome è affetto anche da delirio persecutorio scappa continuamente dalla casa dove risiede, ha manifestazioni anche violente e non riusciamo perciò a curargli con costanza una serie di patologie che ha che deve curare prima dell’inizio della chemioterapia.

    Ho richiesto aiuto al reparto di psichiatria dove è in cura da anni ma sostengono che posso al massimo portarlo da loro per una terapia o avviare una richiesta per curarlo a casa, mi hanno dato però il numero della ASL che ha negato questa possibilità se prima non lo portavamo lì. Lo ho portato lì, alla fine, e hanno solo cambiato la terapia facendomelo riportare a casa senza avviare nessuna pratica per un sostegno anche domiciliare.
    Io vorrei fosse ricoverato (lui non vuole stare a casa, ma credo accetterebbe un ricovero in ospedale) ma nonostante io abbia chiamato durante queste fughe polizia, 118, lo abbia portato in ospedale etc lo rimandano ogni volta a casa e lui ogni mattina o pomeriggio diventa molto violento e scappa e io lo riesco a recuperare solo la sera (di giorno non posso stare a casa con lui). è un pericolo per sé e per gli altri.
    Il problema è che quando poi la sera lo porto io lui è più tranquillo perché di me si fida, quindi i medici ritengono che la situazione possa essere tenuta sotto controllo anche a casa, cosa che non è vera perché io durante il giorno non posso esserci, lo affido alla sorella come in questi 20 anni e lui continua a scappare perché è convinto di essere perseguitato da fantomatici cinesi che abiterebbero con lui, tenuto prigioniero, drogato e tutti i sintomi tipici di chi ha deliri persecutori.

    Ora secondo me si configura, di fatto, una omissione di soccorso da parte delle autorità che dovrebbero intervenire e a cui mi sono rivolta. Così facendo e non ricoverandolo fanno sì che lui non possa essere curato, perché per tutto il giorno è fuori e la sorella né io riusciamo a gestire la situazione.
    Cosa posso fare?
    Quali sono i miei e i suoi diritti?
    Non possiamo lasciarlo in questa situazione perché di fatto significa lasciarlo morire senza cure. Ribadisco che ha patologie a carico del fegato, dei reni e un tumore del sangue e dovrebbe iniziare tempestivamente la chemioterapia.

    Grazie

    #986
    Silvia De Sanctis
    Moderatore

    Gentile Arianna,secondo l’art. 32 della Costituzione nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge; il rifiuto alle cure è da considerarsi legittimo e nessun trattamento può essere imposto , al di fuori di un obbligo di legge, seppure esso sia semplice e indispensabile per salvare la vita al paziente.
    Deve trattarsi, ovviamente, di persona maggiorenne e capace, poiché il rifiuto alle cure posto dal legale rappresentante del minore o del maggiorenne incapace viene superato rivolgendosi al giudice tutelare che toglie anche solo temporaneamente la potestà o tutela a costui.
    Nel suo caso, cara Arianna, sono quindi a consigliare di nominare al più presto un Amministratore di Sostegno a suo padre.
    In breve, l’Amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, come suo padre, per effetto di un’infermità o una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.
    L’ordinamento giuridico (art 404 cc + 145/2001) consente, infatti, quando un soggetto, per infermità psichica o fisica, sia incapace di prestare il proprio consenso ai trattamenti sanitari, la nomina di un Amministratore di sostegno che lo assista negli atti a cui il medesimo non sia in grado di provvedere in modo autonomo.
    Un caro saluto.
    Silvia

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