VITTIME DELLA 180
Le testimonianze che mostrano come la 180 sia inefficienza, crudeltà, sfruttamento, superstizione

Struttura psichiatrica per schizofrenici

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  • #4655
    Annalisa
    Partecipante

    <i>Buongiorno, sono la sorella di una schizofrenica di 36 anni. Mia sorella prova da anni l’impulso irrefrenabile a uscire di casa per rovistare nei cestini dei rifiuti e mangiare quello che trova.</i>

    <i>Lo descrive come un raptus incontenibile, che non si estingue nemmeno dopo il “lauto pasto”. </i>

    <i>Quando con somma fatica riesce a non uscire di casa continua comunque a pensarci, non riesce a concentrarsi, leggere guardare la TV, ascoltare la radio, tutto le è proibito se non contorcersi nell’ansia a letto e camminare avanti e indietro in casa.</i>

    <i>Mia sorella ha un amministratore di sostegno ed è in carico presso il cps di lodi dove riceve mensilmente il depot. Dopo un’esperienza di 3 settimane presso la clinica psichiatrica villa Maria Luigia (PR) si è dimessa anticipatamente, i suoi attacchi erano molto peggiorati durante la degenza e lamentava il fatto che le attività proposte per la sua condizione fossero inutili (gruppi di yoga, cruciverba…. Solo un colloquio con una psicologa e tanti tanti farmaci). Totale fallimento e dal cps non hanno saputo proporle nient’altro.</i>

    <i>Per questo mi rivolgo a voi, nella speranza che sulla base di quanto ho descritto possiate suggerirmi una clinica psichiatrica più specifica x il suo problema…. Ovunque sia purché sia un’eccellenza… Grazie in anticipo, Anna</i>

    #4656

    Francamente non saprei che cosa dirle: sua sorella soffre di una patologia psicotica irreversibile. Una soluzione brillante purtroppo non la può’ dare nessuno in nessuna parte del mondo. Rimarrebbe la possibilità’ di inserirla in una comunità’ riabilitativa o in un CRA ma deve insistere con il suo CPS di Lodi e soprattutto che sua sorella accetti di andare in una comunità’ …. per altro e’ giovane e sarebbe anche indicata vista la gravita’ del caso.

    #4658
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Cara Annalisa, in attesa che il Dott Mauri risponda con maggiore scientificità, mi permetto io di dirle due parole. Intanto la schizofrenia è una delle tante malattie endogene dell’organismo,  non generate cioè  da un fattore esterno microbico o virale. Qualche esempio ? Diabete, artrite reumatoide, cardiopatie, disfunzioni renali ecc, ecc. . Queste malattie non guariscono. Se ne può curare i sintomi, rallentare il decorso, ma durano tutta la vita.  La schizofrenia, che è una psicosi, non fa eccezione: si tratta di alterazioni degenerative della corteccia cerebrale. Bisogna dire però che con l’età i sintomi spesso si attenuano, forse anche perchè -purtroppo – subentrano forme più o meno gravi di demenza.  Oggi gli psichiatri hanno a disposizione una decina di molecole. Non male. Negli altri paesi vi sono  anche elettroshock e coma insulinico, che -a volte- davano risultati sorprendenti e nessun effetto collaterale.  Però per capire quale sia la cura ottimale bisognerebbe  tenere il malato in clinica per due o tre mesi: ogni psicofarmaco ci impiega ca. 15 giorni per fare effetto e per centrare la dose ottimale serve altro tempo. Questo in Italia è impossibile, dato che la permanenza in clinica è su base volonaria.  E, francamente non so se i nostri medici, dopo 40 anni di 180,  sono abituati ormai a fare osservazioni cliniche a lungo termine. Se vuole saperne di più le suggerisco di leggere il libro di Mauri e mio su “Schizofrenia e psicosi” Ed.Minerva

    #4660

    Salve ! Mi sembra di averle gia’ scritto in passato. Purtroppo come ha detto anche Lucio DalBuono la patologia Schizofrenica e’ una patologia irreversibile e destinata ad un lento declino ….o “stabilizzazione” come molte altre patologie mediche e neurologiche. Le terapie farmacologiche (e bene o male sono molto simili o equivalnti in tutti i paesi occidentali) possono attenuare i sintomi e rendere il pz piu’ collaborativo ed adeguato sul piano comportamentale. Strumenti diagnostici ce ne sono (RMN, SPECT o PET) ma non sono ne’ discriminanti ne’ patognomonici. I cosiddetti “luminari” (sempre interpellabili per carita’… ma forse il termine e’ un po’ antiquato) possono anche loro fare quello che possono tutti … in psichiatria spesso e’ piu’ utile trovare uno specialista attento e professionale e direi umanamente comprensivo che ottenga diciamo la fiducia del pz. E lo si puo’ trovare anche in ambito pubblico …anche se non sempre facile. Comunque se lei e’ a Lodi conosco molto bene i professionisti …compreso il Primario (mio ex allievo, che ora scrive anche per il Corriere, se posso vantarmi) e sono tutti molto in gamba ! Le dicevo che eventualmente e’ possibile ricorrere a delle comunita’ riabilitative (CRA, CPA, CPM a seconda dell’intensita’ riabilitativa) ma per questo deve rivolgersi allo psichiatra curante del Centro Psico Sociale (CPS), appunto, per un eventuale inserimento a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

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