VITTIME DELLA 180
Le testimonianze che mostrano come la 180 sia inefficienza, crudeltà, sfruttamento, superstizione

Caterina

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  • Caterina
    Partecipante

    Buongiorno, dottore. Vorrei farle una domanda di carattere medico. Quando mio padre non prende le medicine, elabora fantasie anche molto molto elaborate su tutta la sua vita, la vita di mia madre, il periodo del post università, i suoi colleghi, i suoi amici etc. Queste fantasie riguardano l’origine della sua malattia, i torti che dice di aver subito, le angherie che dice di aver ricevuto e da qui il rancore e la sofferrnza indicibile derivati. Mia madre dice che questi fatti sono falsi ed inventati. Tutti.
    Quando lui prende le medicine, alcune di queste convinzioni restano. Il tradimento di mia madre resta, la convinzione che tizio o Caio gli abbiamo nuociuto in qualche modo che io non so. Ma se sono avvenimenti falsi ed inventati, non dovrebbero scomparire con la ripresa della malattia? Può essere che anche sotto terapia le fantasie restino ma che lui che le accetti meglio? Non so..

    Caterina
    Partecipante

    Dottore ,io la ringrazio infinitamente per la pazienza e la disponibilità a darmi questi chiarimenti. Mi scuso se da canto mio ne ho approfittato. In questo momento stiamo vivendo come nucleo familiare una situazione drammatica e intorno a noi abbiamo l’indifferenza di tutti. È davvero triste dover ricorrere ad un servizio gratuito online per avere un minimo di chiarezza e collaborazione. Ma questo è e gliene sono infinitamente grata.

    Caterina
    Partecipante

    Noi abbiamo parlato personalmente con il primario per telefono e lui ha ribadito che non ha il dovere-obbligo di fare niente, solamente deve esserci scritta sul foglio di dimissioni una raccomandazione rivolta al paziente a recarsi al csm di residenza. Ma i doveri del reparto e del medico che dimette finiscono qui. Lui ha detto chiaramente e ribadito che non ha nessun’altro compito, che non spetta a lui avvisare il CSM di alcunché.

    Caterina
    Partecipante

    Buonasera, siamo riusciti a capire cosa ha fatto il primario all’atto delle dimissioni. Ha scritto sul foglio di dimissioni che mio padre è invitato a recarsi presso il centro di salute mentale del luogo di residenza per intraprendere iter terapeutico di supporto. Il primario non ha altri doveri oltre a questa raccomandazione rivolta al paziente stesso, che per ovvi motivi non ha seguito e né seguirà mai questi consigli.
    Se non è mio padre che di sua spontanea volontà si reca al csm, loro non possono avviare una presa un carico del paziente, a meno che non sia richiesto un intervento d’urgenza da parte delle forze dell’ordine.

    Caterina
    Partecipante

    Abbiamo contattato il primario del reparto che l’ha tenuto in ricovero, il quale c’ha risposto che non spetta a lui avvisare il CSM. Spetta esclusivamente a noi. Abbiamo chiamato il CSM che ha detto di non poter intervenire perché prima di farlo devono avere la lista dei farmaci che prende. Inoltre hanno spiegato che la procedura è la chiamata al 118, intervento del 118, se non acconsente al ricovero, chiamata ai carabinieri e a quel punto loro possono intervenire. Mi dica dove sta l’inghippo. Se c’è

    Caterina
    Partecipante

    Dottore, approfitto per un’altra domanda. Mi sono informata sul sito della asp di competenza su chi sono i medici psichiatri che lavorano al csm del comune di residenza di mio padre. Sono 5 dottoresse con le quali mio padre in questi 40 anni ha avuto contatti non molto fruttuosi. Nel senso che oltre a qualche visita domiciliare in sua assenza (tra l’altro) dove sono stati solo controllati i farmaci che prendeva all’epoca, visita eseguita su segnalazione di mia madre disperata , non è stato fatto nulla. Io dubito fortemente che questa volta venga fatta qualcosa. Noi ci stiamo provando lo stesso, anche se siamo in periodo estivo post ferragosto e ci hanno già detto ieri per telefono che in questi giorni visite domiciliari non ne fanno. Quindi credo proprio che la richiesta di intervento da parte del CSM si potrebbe rivelare un buco nell’acqua.
    In questo malaugurato caso, cosa si può fare? A chi rivolgerci? Di nuovo prefettura polizia carabinieri e ricovero?

    Caterina
    Partecipante

    Intende tra reparto di psichiatria in cui è avvenuto il ricovero (quindi il primario) e CSM di residenza?

    Caterina
    Partecipante

    Grazie per la gentile risposta. Vorrei sapere se questa procedura di indicare un medico di riferimento del CSM alle dimissioni è obbligatoria, se è una procedura standard in tutta Italia o può variare da regione a regione e, altra domanda, cosa accade se il paziente viene ricoverato e quindi dimesso da un ospedale in un comune e provincia diversi da quello di residenza. Mi spiego meglio: la segnalazione del medico del CSM viene fatta anche in questo caso? Grazie

    Caterina
    Partecipante

    Buongiorno, dottore
    Mio padre è stato dimesso dopo 7 giorni di ricovero. Si è recato nella nostra città di origine,dove lui ha la residenza, e attualmente abita da solo nella nostra casa, quella dove sono cresciuta io. Diciamo la casa di famiglia. Mia madre invece abita nel paese di mia residenza in una casa vicino alla mia.
    Non lo possiamo controllare. Non sappiamo cosa fa e se si cura. Nelle telefonate e nei messaggi che ci siamo scambiati sembrava tutto a posto. Ultimamente l’ho sentito calmo. Però questa mattina è successa una cosa: mia madre ha ricevuto una lettera da parte sua in cui si evince molto molto molto chiaramente che siamo punto e da capo. Ideazione, vaneggiamenti.. rabbia.. rancore.. rimuginamento.. questi sono i protagonisti della lettera che lui stesso ha definito “romanzo” con protagonisti lui e mia madre.
    Ora siamo molto preoccupati e non sappiamo cosa fare, come agire per farlo curare , tenere sotto controllo anche. Non sappiamo cosa fare più.
    Grazie

    Caterina
    Partecipante

    Grazie mille dottore

    Caterina
    Partecipante

    Non so cosa farà il primario alle dimissioni, noi siamo in Calabria. Già facendo una ricerca ho capito che da noi i cps sono i centri di salute mentale, i CSM. non so se sono la stessa cosa.
    Non so se mio padre collaborerà a farsi seguire da un csm, penso che accetterà di più di andare da uno psichiatra privato, oppure continuare ad andare dal primario del reparto dove si trova ora, dato che Ho capito si è instaurato un rapporto di fiducia.
    Non credo che permetterò che ritorni a vivere con mia mamma, perciò credo che andrà in una casa in affitto (che lui stesso prima dei ricovero aveva già trovato ma non aveva ancora avuto il coraggio di trasferirsi) e quindi il problema della situazione in casa per un eventuale pericolo per mia madre nn c’è (a mia mamma baderemo con una persona di fiducia). Il problema è quindi assicurarci che lui non smetta le medicine. Mio padre quando è lucido è una persona buona e comprensiva. Quindi se riesce a riprendersi e a frequentare almeno uno psichiatra privato, potrei tentare di stare un po’ più tranquilla. Lei pensa che la figura del solo psichiatra privato da vedere periodicamente possa essere sufficiente?

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