VITTIME DELLA 180
Le testimonianze che mostrano come la 180 sia inefficienza, crudeltà, sfruttamento, superstizione

ldalbuono

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 post - dal 1 a 15 (di 111 totali)
  • Autore
    Post
  • in risposta a: Madre con episodio psicotico #3632
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Guardi che il ricovero in una struttura può essere fatto solo con il consenso dal malato. Il TSO può essere fatto solo nel reparto dell’Ospedale Generale. E lo stabilisce il CPS. Il vantaggio dell’amministratore di sostegno è che i medici sono obbligati ad informarlo delle cure e lui può protestare e chiedere l’appoggio del  Giudice Tutelare, che lo ha nominato

    in risposta a: Proprietà indivisa #3630
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Mi permetta di intervenire. Le sconsiglio vivamente di rivolgersi al CPS per avere un amministratore di sostegno. Intorno al CPS gravitano avvocati che vivono di quanto ricavano dal loro lavoro di amministratori di sostegno. E che, naturalmente, non vanno contro gli interessi di chi gli procura i clienti. E cioè il CPS.  L’amministratore di sostegno deve essere una persona di Vs. fiducia che sia in grado di difendere il patrimonio di suo fratello (e il Vostro) e di richiedere  con forza che venga adeguatamente curato.  Ovviamente per avere dal giudice l’amministratore occorre una perizia medica, anche da parte di uno psichiatra privato, che certifichi la psicosi di Suo fratello e la sua necessità  di essere tutelato.  Scarichi e legga il nostro “Survival pack”.

    in risposta a: Madre con episodio psicotico #3625
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Riccardo,

    capisco perfettamente la Sua angoscia e la sua fretta nel ricevere qualche consiglio. L’avvocato mi ha detto che Le rispondera’ entro la settimana ed io, come vede, le rispondo subito. Purtroppo i nostri consigli le faranno sentire, spero, la nostra simpatia e la nostra vicinanza, ma avranno una importanza relativa: la vita dei malati di mente e dei loro familiari diventa quasi sempre  aleatoria e soggetta a bruschi cambiamenti.  Proprio per questo Le suggerirei di mettere quei punti fermi, a cui Lei, del resto, sta gia’ pensando.  Chiedere che venga creato un amministratore di sostegno per Sua moglie. E – mi raccomando – che sia una persona di Vostra fiducia, non di fiducia dell’ASL.   Anche l’idea di avere l’affidamento della bambina, puo’ essere una giusta misura prudenziale. Deve farlo pero’ senza scompensare la stabilita’, per quanto precaria, che in questo momento manifesta Sua moglie. Guardi che, pur nella disgrazia, siete molto fortunati: che sua moglie accetti la cura e che la cura la stabilizzi, non e’ cosi’ comune.  Poi: la  consapevolezza del malato e’ importantissima per riuscire a convivere ed a controllare la malattia. Anzi se possibile, la famiglia ne parli con la malata. Abituate sua moglie a confidarsi,  a dire come si sente, a considerare la sua malattia una disgrazia che viene pero’ condivisa e che si puo’ dominare. E’ importantissimo.   Poi, magari, quando sua moglie e’ in grado di fare una critica della sua situazione, provate a far diminuire un poco, piano piano, la dose di psicofarmaci: per una ragazza giovane non e’ affatto bello sentirsi sovrappeso e sonnolenta.

    Questa malattia e’ una delle  tante malattie croniche che possiamo avere: come  il diabete,come  l’artrite reumatoide.  Si puo’ andare avanti tranquillamente in una situazione stabile e controllata, oppure la malattia puo’ avere improvvise recrudescenze. Dipende da come e’ la malattia di sua moglie. Se  grave o lieve.  Ma comunque potrete sicuramente avere momenti di felicita’, alternati a quelli di sconforto, come, del resto, e’ normale in tutte le vite. Ci tenga al corrente. Coraggio. Le siamo vicini con affetto e simpatia.

    in risposta a: Schizofrenia paranoide #3609
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Mio caro,

    la situazione, oggi, in Italia, di uno psicotico grave e dei suoi familiari, è estremanente difficile.  Anche nel caso della ragazza uccisa nel Trevigiano, la responsabile della psichiatria di zona ha detto papale papale: “Nessuno mi aveva avvisato che era scompensato”.   Come se non fosse stato suo elementare dovere informarsi lei direttamente della situazione del suo paziente.  Ma la prassi abituale dei CPS è proprio questa: fregarsene di quello che succede al malato e, eventualmente, darne la colpa ai familiari.  L’unica possibilità è tempestare la struttura psichiatrica con raccomandate inviate in coppia ai PM, cercando di obbbligarla ad interessarsi al malato.   Prassi lunga e difficile, specialmente per una famiglia già tormentata ed avvilita dalla disgrazia che gli è capitata.    E che richiede l’intervento di un avvocato. Però è l’unica che abbia possibilità di successo.  Chieda peraltro all’avvocato qui del forum: saprà darLe indicazioni più precise.  Le faccaio i miei migliori auguri

    in risposta a: Psicotica con disturbi alimentari, come fare… #3606
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Per completare quello che dici il Dott.Mauri, esiste la possibilità di cambiare CPS o SPDC, appellamdosi alla Costituzione che dice che il paziente è libero di scegliere la struttura. Però bisogna probabilmente passare da un avvocato e, in questo caso, è l’amministratore di sostegno che deve darsi da fare. La situazione è quella che è e, del resto, i casi di Ardea e di Moriago della Battaglia lo dimostrano.

    in risposta a: Urgente per mamma incinta #2623
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Nelle comunita’ si entra volontariamente e volontariamentes se ne puo’ uscire. Certo lo psichiatra della Comunita’ puo’ chiedere il TSO. Bisogna pero’ vedere se ha voglia di chiederlo. A volte le comunita’ preferiscono lasciar andare via gli ospiti troppo turbolenti e,  a quello che mi dice, sua sorella lo e’. Inoltre e’ opportuno -credo – considerare anche l’avvenire del bambino: essere figlio di una psicotica, per giunta non sposata e non compensata,  e’ in partenza una condanna che puo’ segnare la vita.   Vi suggerirei di pensare fortemente all’adozione o, almeno, all’affido.

    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Mi spiace, ma non sono in grado di rispondere ad un quesito cosi’ specifico. Dovrebbe rivogelrsi a qualche CAF.   Loro hanno dovrebbero avere esperti del settore

    in risposta a: Dopo 20 anni di sofferenza è finita #2518
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Mia cara,

    Ti capisco perfettamente e partecipo al Tuo dolore. Due settimane fa e’ morta la mia prima moglie e madre dei miei figli in un subitaneo incidente.  Era schizofrenica da tutta una vita e la malattia la aveva lentamente trasformata da bellissima, buona  ed intelligente ragazza in una abulica semidemente. Nonostante questo abbiamo provato un dolore atroce, mitigato dalla considerazione che e’ morta di colpo, in maniera invidiabile. La cosidetta morte del giusto.     Anche nel suo caso sono sicuro che, se non ci fosse stata la legge Basaglia,  avrebbe potuto condurre una esistenza quasi normale e abbastanza felice.   Fino a che e’ stata curata sotto la vecchia legge era andata avanti molto bene, continuando il suo lavoro di professoresa di inglese. Appena e’ entrata in vigore la legge, anziche’ ricoverarla periodicamente in cliniche come prima. e’ stata sottoposta alle consuete dosi massicce di psicofarmaci, che la hanno devastata fisicamente e le hanno procurato il consueto rimbambimento.     Ma la Tua lettera e’ molto bella e seria: mi permetti di pubblicarla nelle ” testimonianze ” ?  Lucio Dal Buono

    • Questa risposta è stata modificata 6 mesi, 2 settimane fa da ldalbuono.
    in risposta a: domanda diretta per un “non addetto ai lavori” #2510
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Caro Roberto,

    non aveva impostato il quesito nel posto sbagliato: è più da avvocato che da esperto. L’avvocato peraltro ha avuto problemi familiari. Adesso gli dirò di risponderle.   Penso comunque che l’unica soluzione possibile sia il ricovero di suo fratello in una struttura, che il DSM deve individuare e scegliere.   Credo -ma è meglio che risponda l’avvocato – che bisognerà,  chiedere al giudice che imponga a suo fratello l’allontanamento da sua madre.  Abbiamo avuto dei casi in cui il malato, violento, picchiava la madre ed il giudice ne ha decretato il ricovero in una comunità per 2 anni. Rinnovabili.     O in alternativa che in una struttura vada sua madre, perchè se suo fratello rifiuta di muoversi, come può immaginare, diventa una cosa lunga e complessa. Auguri comunque  e ci  tenga al corrente.

    in risposta a: fratello psicotico rifiuta cure #2498
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Purtroppo la Vs. situazione e’ molto comune: spesso la famiglia rifiuta di prendere atto della realta’ e, per un malinteso senso di vergogna o di difesa del malato, non lo fa mai visitare ne’ gli fa mai iniziare delle cure.

    Adesso, a 38 anni, la situazione e’ ovviamente molto piu’ difficile di quando il ragazzo era adolescente o minorenne.   Che fare ? Non e’ facile  da dirsi.  Partiamo dal presupposto di cercare di far avere al malato la miglior possibile qualità di vita. A volte questi malati trovano una accettabile compromesso vivendo in maniera per noi inaccettabile da barboni, in mezzo allo sporco, vagando qua e la’.  E  allora, forse,  e’ meglio lasciargli vivere la loro vita: anche essere sottoposti per tutta la vita all’assunzione di psicofarmaci, non e’affatto bello.  Altre volte, specie se il rischio di suicidio o di omicidio diventano concreti, e’ assolutamente necessario sottoporlo a cure.  Allora si comincia la trafila: raccomandata al DSM per avvisarlo che c’e’ un malato ed intimargli di provvedere. TSO, ritorno a casa ecc.ecc.   Una certezza c’e’: difficilmente il DSM curera’ efficacemente questi malati: per impostare un cura occorrerebbe tenerli sotto osservazione  per 3 o 4 mesi in una adatta struttura. Struttura che , in Italia, a causa della 180,   non c’e’.

    Sta a voi, purtroppo, valutare, se sia necessario o no farlo curare.  E’ un scelta difficile.  Eventualmente rivolgete lo stesso quesito allo psichiatra, il dott. Mauri.   Ma comunque poi sta a voi la decisione.

    Auguri.

    in risposta a: Schizofrenia paranoide #2328
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Le premetto che è meglio che quesiti squisitamente legali li rivolga all’avvocato.  Detto questo, teoricamente, il CIM è obbligato a seguire i propri pazienti e può effettuare un TSO. Può anche chiedere che il paziente venga ricoverato coattivamente in qualche comunità per un certo tempo. Il concetto di intendere e di volere poi è molto difficile da stabilire: un malato può ritenere di essere controllato da strumenti elettronici ma, in altri aspetti della sua vita, essere discretamente normale.  Io ho avuto alle mie dipendenze un giovane  tecnico elettronico, che riteneva di essere spiato da misteriose autorità addirittura con degli elicotteri.    Poi, miracolosamente, dopo un anno, è guarito.   Non lo ho più seguito e quindi non so se abbia avuto ricadute.   Comunque la sua psicosi non gli impediva, almeno in quell’anno,  di essere un bravo tecnico.

    in risposta a: nuovo sito #2299
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Caro Luca,

    La ringrazio molto per il suo apprezzamento. Mi preoccupa però molto il fatto che non riceviamo praticamente più interventi nel forum. Non vorrei che gli utenti abbiano difficoltà ad entrare nel sito.

    in risposta a: Amministrazione di sostegno impossibile? #1970
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Cara Signora,
    Le rispondo brevemente in attesa della, molto più esauriente e documentata, risposta dell’avvocato, che è attualmente molto impegnato. Intanto non è vero che l’amministratore ha natura solo economica. In genere si chiede al giudice che possa e debba informarsi sulle cure mediche al malato e seguirle. Inoltre per chiedere l’amministratore di sostegno vi è bisogno di una perizia medica che attesti che il malato è malato o che ha necessità di un amministratore. Il fatto che sembri lucido non significa niente. E’ scritto nella cartella clinica che sua sorella è psicotica ?

    in risposta a: Non so cosa fare.. #1286
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Cara Luisa,
    la Tua storia ridesta in me ferite profonde. Io sono entrato nel mondo della malattia psichica da quando, nel lontano 1970, mio fratello si e’ impiccato a 22 anni dopo 5 anni di schizofrenia. Allora la malattia era ben curata negli Ospedali Psichiatrici del Nord: mio fratello veniva ricoverato per ca. 1 mese ogni anno. Dopo il ricovero tornava fuori apparentemente guarito, riprendeva la sua vita. Pero’ non si curava e dopo 7/8 mesi doveva nuovamente essere ricoverato. L’ultima volta, a mia madre che ne chiedeva il ricovero, il primario dell’OP, che peraltro conosceva bene mio fratello, ha risposto di non preoccuparsi e di aspettare: sarebbero intervenuti con calma, solo se ci fosse stata una sua seconda telefonata di aiuto. Mio fratello ha preso un treno per Basilea (spesso questi malati vogliono anche scappare fisicamente dal posto dove hanno i deliri) e la’ si e’ impiccato. Tuo fratello, poverino, non e’ mai stato curato con efficienza e non ha mai avuto quei momenti di pace e di serenita’ che mio fratello ha potuto avere. Pero’, pero’: pensa alla vita schifosa che questi poveri malati comunque fanno. E’ una malattia tremenda. Certo c’e’ qualcuno, come Nash, che riesce a prendere il Nobel. Ma lo hai visto? Era chiaramente malato e il vederlo mi ha dato una pena profonda. Sai il medico di mio fratello poi ci ha detto che spesso questi malati si suicidano nel momento in cui hanno una pausa nei deliri e si rendono conto del loro stato. In questi 50 anni, sapessi quanti ragazzi e ragazzi ho visto uccidersi ! E mi ricordo sempre che mia madre, ovviamente molti anni dopo, mi ha detto che forse era stata la Provvidenza che aveva voluto che mio fratello si fosse ucciso e che piuttosto di vederlo affondare lentamente nella demenza preferiva che fosse finito cosi’. Che sono parole tremende dette da una madre!
    Insomma non rammaricarTi troppo: tuo fratello ha finito di soffrire e, se c’e’ un Dio, sicuramente lui terra’ conto di tutto quello che soffrono questi poveri ragazzi senza colpa.
    Questo ovviamente non toglie la colpa di questa nostra miserabile societa’ che , sulla base di una demenziale e, oserei dire, demoniaca ideologia condanna tutti questi malati ad una esistenza miserabile ed a sofferenze che oggi la scienza, con le opportune cure, gli potrebbe in gran parte risparmiare.
    E Ti prego anche di non abbandonare questo mondo: dobbiamo lottare perche’ le teorie di Basaglia vengano riconosciute per lo schifo che sono. E ci riusciremo!

    in risposta a: E’ giusto il comportamento dello psichiatra? #1257
    ldalbuono
    Amministratore del forum

    Scusate se mi intrometto nella Vostra conversazione, che mi sembra importante e indicativa di una situazione. E’ vero: lo psichiatra è l’unico medico che spesso non viene stimato dal suo paziente e di cui altrettanto spesso non vengono accettate le prescrizioni. Ma questo è colpa sicuramente della malattia , ma è anche (anche) colpa dei medici. Mi ricordo come era la situazione nel 1970, prima della 180. Mio fratello, giovane schizofrenico, quando aveva delle gravi crisi veniva ricoverato al Pini, l’Ospedale Psichiatrico di Milano. Rimaneva dentro per ca. un mese e ne ritornava fuori apparentemente guarito. Infatti ricominciava a lavorare: faceva il tecnico di laboratorio in un liceo. Poi non prendeva lo psicofarmaco (allora vi era solo il serenase) e quindi cominciava a risentire le voci e dopo una decina di mesi, bisognava di nuovo ricoverarlo. Però per parecchi mesi faceva una vita assolutamente normale. E il suo rapporto con l’Ospedale Psichiatrico era buono: stimava ed apprezzava i medici ed era “amico” degli infermieri. Anzi diceva che era un’oasi di pace e di serenità(parole sue) anche se si annoiava a morte perché non vi era niente da fare. Insomma in quel mese lo curavano, nonostante la scarsità di mezzi che allora la psichiatria aveva, con una efficienza che adesso non vi è assolutamente più. Adesso questi poveri ragazzi vengono frettolosamente visti una volta al mese da uno psichiatra che gli prescrive una barcata di farmaci, senza poi poterne minimamente controllare gli effetti. Che fa la visita scrivendo in continuazione il suo rapporto, senza neanche guardare in faccia il malato e che magari, da bravo basagliano, lo informa che non è malato ma che la colpa è della mamma.
    E’ da 40 anni che in Italia vige una legge basata su ideologie quasi magiche, che non hanno niente a che fare con la scienza e che portano ad una prassi terapeutica a dir poco inefficiente, almeno per quei malati che avrebbero veramente bisogno di cure efficaci.
    E di questa situazione la colpa è anche dei medici, che non fanno niente per cambiare questa legge e anzi la appoggiano. Basta vedere l’atteggiamento della SIP (Sociatà Italiana d i Psichiatria) : vergognoso e aberrante. Ma comprensibile: la 180 li deresponsabilizza e gli rende la vita molto comoda. Adesso vi è in Senato una proposta di legge che vuole far fare il TSO in luoghi adatti e per periodi abbastanza lunghi da poter centrare una cura efficace e con un minimo di effetti collaterali, eliminando quello schifo degli SPDC. Sarà interessante vedere come si comporta la SIP.

Stai visualizzando 15 post - dal 1 a 15 (di 111 totali)